di Gianni Giardinieri
Non bastava lo scenario da guerra di ‘tutti contro tutti’ delineatosi la scorsa settimana, con il duro comunicato della famiglia Rizzo diffuso dall’avvocato Manlio Morcella.
Non era neanche ‘sufficiente’ la clamorosa decisione di licenziare due dipendenti della società da anni impegnati con professionalità e senso del dovere in seno alla Ternana. Anche la brutta sconfitta casalinga contro il Guidonia Montecelio non è stata definitiva per il raggiungimento del risultato. No, per certificare come assurda una delle più settimane più complicate della storia recente della Ternana Calcio, peraltro nell’anno del centenario e per di più a pochi giorni dal derby, ci voleva il ‘botto’, quello grosso.
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Come riporta l’AGI, sono scattate stamattina 52 perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta relativa a finanziamenti erogati ad alcune società di calcio, tra cui la Ternana. Nello specifico si tratta di linee di credito concesse da Banca Progetto, istituto bancario che il 24 ottobre 2024 aveva messo in amministrazione giudiziaria dal Tribunale di Milano, a seguito di un’inchiesta della Dda che «ha accertato come diverse società indirettamente gestite da soggetti contigui a esponenti della cosiddetta matrice ’ndranghetista, hanno beneficiato negli anni di finanziamenti erogati dall’istituto di credito con assistenza di garanzie statali previste dal Fondo centrale di garanzia a favore delle pmi del Mediocredito centrale accedendo così ad aiuti di stato a sostegno dell’economia».
Successivamente era stato nominato il dottor Donato Maria Pezzuto amministratore giudiziario, con il compito di vederci chiaro su tutte le attività dell’istituto in ordine ai clienti finanziati, andando a spulciare ogni singola linea di credito aperta, che per la cronaca (prassi bancaria) ha necessariamente bisogno di garanzie reali, cioè di beni, mobili o immobili, che il cliente conferisce in pegno alla banca per ottenere il finanziamento. Le perquisizioni di stamattina, coordinate dai pm Mario Dovinola e Vincenzo Palumbo, coinvolgono tutta una serie di soggetti e persone, tra cui due vicinissime alla Ternana della stagione 2023/2024, quella per intenderci della gestione Nicola Guida.
Si tratta di Antonio Scaramuzzino, ex direttore generale delle Fere, e di Roberto e Alessandro Di Paolo (rispettivamente padre e figlio), il primo – Roberto Di Paolo – più volte apparso al ‘Libero Liberati’ e accostato a quella gestione in ordine all’erogazioni di robuste iniezioni di liquidità e il secondo – Alessandro Di Paolo – già sodale di Scaramuzzino nell’acquisizione della Triestina. A quanto riporta AGI, quest’ultima società calcistica è stata finanziata con 16 milioni di euro, tutti da Banca Progetto, attraverso linee di credito a favore di società di comodo riconducibili allo stesso Scaramuzzino e Di Paolo. Anche la Ternana ha una linea di credito, ancora aperta, almeno fino al 30 giugno 2025 (data di chiusura del bilancio) con Banca Progetto.
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Di ciò ne scrivemmo a tempo debito, sottolineando che due erano gli istituti aventi ancora crediti residui verso le Fere: Banca Ifis per 436.263 euro (esigibili entro 12 mesi, quindi entro il 30 giugno 2026) e appunto Banca Progetto, per 4.640.872 euro (esigibili oltre i 12 mesi a far data dal 30 giugno 2025). Secondo la nota integrativa al bilancio chiuso al 30 giugno 2025 (di competenza di Stefano D’alessandro), la Ternana ha «posto in essere con Banca Ifis e Banca Progetto alcune operazioni di anticipazione dei saldi attivi di campagna trasferimento e delle risorse erogate dalla Lega serie B sotto forma di mutualità generale, diritti televisivi e c.d. ‘paracadute’». Tradotto: per la Ternana le garanzie da fornire a Banca Progetto sono rivenienti da crediti sportivi, legati sostanzialmente all’attività del club.
Il provvedimento di sottoposizione ad amministrazione giudiziaria nei confronti di Banca Progetto fu poi revocato il 24 luglio scorso, dopo nove mesi in cui il dottor Pezzuto deve aver fatto un buon lavoro, come anche evidenziato dalla stessa banca. Ora, a prescindere da come finirà l’inchiesta giudiziaria, emergono due punti, già da noi sottolineati in passato: l’alta esposizione debitoria del club nei confronti di questo istituto bancario e non di altri, di maggiore visibilità e che perdurerà anche in futuro, ed il fatto che esponenti già in passato coinvolti in guai giudiziari siano arrivati ai ruoli apicali della società. Intanto nella tarda mattinata di oggi sono arrivate anche le dichiarazioni di Stefano Bandecchi, il sindaco di Terni, che rileva l’esposizione del club verso Banca Progetto e parla di Ternana come «parte lesa in ordine all’inchiesta».






