di Gianni Giardinieri
‘Passate le feste, gabbato lo santo’. Questo antichissimo proverbio non potrebbe descrivere meglio la sitcom Ternana Calcio, o meglio la Ternana Calcio targata famiglia Rizzo. Sbarcati a Terni a metà settembre e accolti come i salvatori della patria (dopo l’ancora misteriosa trattativa con Olidata), i coniugi Gian Luigi Rizzo e Laura Melis, titolari del Gruppo GVC operante nel campo della sanità privata convenzionata, erano apparsi ben disposti a garantire un futuro quantomeno dignitoso alla società rossoverde, annunciando con ‘gaudium magnum’ che la gestione sarebbe stata nelle mani di Claudia Rizzo (figlia) e Massimo Ferrero (amico di lunga data), alias ‘viperetta’. La prima con incarichi gestionali e di rappresentanza, il secondo affidatario della parte sportiva.
Del resto, sottolineava Ferrero, lui era uno che «faceva calcio» e che aveva fatto «la Champiò» (Champions League, ndR, affermazione non veritiera). Messa una pezza al pagamento degli adempimenti economici subito insorgenti (grazie anche al precedente anticipo di cassa della Ternana Women) e divulgata la volontà di realizzare il progetto ‘stadio-clinica’, i Rizzo sembravano pronti ad imprimere una forte accelerazione al perseguimento dei loro legittimi interessi imprenditoriali (la clinica), senza dimenticare il ‘cuzzuramento de lu pallò’.
All’epoca i conti disastratissimi della società di via della Bardesca evidentemente non destavano preoccupazione (eppure il bilancio chiuso al 30 giugno 2025 era in tal senso chiarissimo). Così come, evidentemente, erano considerati come non rilevanti gli onerosi contratti di alcune figure dirigenziali in passato allontanate dalla società. Poi la svolta: la Regione Umbria ricorre al Tar sulla determina-Giorgini, il progetto stadio-clinica si inceppa, nascono i primi dissapori e gli iniziali distinguo che sfociano piuttosto velocemente in un ‘tutti contro tutti’, con i Rizzo che arrivano allo scontro diretto con il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, sia in qualità di primo cittadino che di proprietario della Ternana Women.
Fuori Tiziana Pucci (ex amministratore unico), fuori Massimo Ferrero (a proposito, sarebbe utile capire cosa ne è stato dei loro contratti e del loro rapporto di lavoro). Oggi, anno di grazia 2025, giorno 27 del mese di dicembre, il barometro sembra segnare un ulteriore inasprimento delle contrapposte posizioni, con la famiglia Rizzo decisa a dare battaglia, tramite l’avvocato Morcella e il dottor Forti, su tutti i fronti, anche quelli istituzionali finora meno coinvolti. ‘In mezzo’, ci pare proprio il caso di dirlo, la ‘gabbata’ Ternana, il suo calciomercato (quale?) tutto da scrivere, il suo allenatore novello Ulisse e due dipendenti di cui si chiede con forza il reintegro in organico: Lorenzo Modestino e Gabriele Mechelli.






