di Gianni Giardinieri
Ore febbrili in casa Ternana, alla disperata ricerca di una soluzione per evitare che l’asta di mercoledì 13 prossimo vada deserta. Lunedì mattina il direttore generale Giuseppe Mangiarano si è recato a Roma per cercare di assemblare una cordata composta da quattro soggetti: l’imprenditore Fabio Splendori, in qualità di ‘apripista’, lo stesso sindaco di Terni Stefano Bandecchi che potrebbe partecipare al ‘rassemblement’ con una quota vicina al 15%. E poi due imprenditori: uno originario del meridione e l’altro del nord Italia. Ricostruzione che Bandecchi ha confermato anche ai microfoni, poco fa, della stampa radunata all’esterno dello stadio ‘Liberati’.
In mattinata le dichiarazioni del sindaco erano state improntate al più cupo pessimismo, mentre nel pomeriggio, quanto meno, ha lasciato aperta la porta ad un ultimo tentativo di salvare la Ternana. Martedì 12 maggio entro le ore 12, infatti, dovrà essere accreditato sul conto corrente indicato dalla curatela fallimentare della società rossoverde, il bonifico per il 10% dell’offerta minima ammessa, quindi 19.500 euro. Poi, come ha lasciato intendere il sindaco, si vedrà come e con chi andare ‘all’appuntamento’ successivo, l’asta vera e propria – in modalità telematica – di mercoledì 13 maggio.
Una situazione che appare piuttosto caotica e confusionaria, in cui la sensazione è quella di strappare tempo alla mannaia della che potrebbe definitivamente sancire la parola ‘fine’. Nel frattempo i calciatori, nella riunione di lunedì pomeriggio al ‘Liberati’, hanno confermato la piena disponibilità a rivedere i loro emolumenti, anche attraverso decurtazioni profonde delle spettenze.
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