di S.F.
Ternana, Regione e stadio-clinica, la bagarre non si ferma. Anzi, c’è una novità rispetto ad una situazione già bella ‘calda’. In giornata, 2 dicembre, è stato depositato l’appello in Consiglio di Stato da parte della Ternana sulla sentenza del Tar Umbria dello scorso 30 aprile: il mirino della società rossoverde torna così sulla delibera 631 del 24 giugno 2022, con la quale la giunta Tesei approvò la definizione dei requisiti essenziali per l’accreditamento istituzionale in sanità. Alla base di tutto resta la vicenda stadio-clinica.
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La società – nel giudizio di allora con denominazione Ternana Unicusano Calcio spa, difesa dagli avvocati Antonio De Angelis e Francesco Emilio Standoli – impugnò nel 2022 la delibera dell’esecutivo Tesei, in particolar modo nella parte dove venne disposta la proroga della validità degli accreditamenti già concessi entro e non oltre il 30 giugno 2024. Un passaggio che «recherebbe una drastica riduzione dei requisiti necessari per ottenere l’accreditamento presso il servizio sanitario regionale», la motivazione. In ogni caso il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso perché la Ternana «aveva unicamente presentato il progetto definitivo per la realizzazione di una casa di cura, non aveva un interesse concreto e attuale a contestare il ritenuto alleggerimento dei requisiti per l’accreditamento». Ora la società rossoverde, come noto, è difesa da Giovanni Ranalli.
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Via della Bardesca, nel maggio 2025, chiarì che non si sarebbe mossa al Consiglio di Stato perché il giudizio del Tar non avrebbe inciso sull’iter stadio-clinica. Ora la storia è cambiata per i noti motivi, ovvero la bagarre che si è sviluppata con l’amministrazione attuale per l’ormai famosa ‘determina Giorgini’. Dunque si va in appello. Il ricorso è anche nei confronti della Casa di Cura Liotti Spa, costituitasi al Tar nel procedimento con l’avvocato Enrico Menichetti. Nel contempo la società di via della Bardesca va di licenziamenti, creando un bel po’ di malumore – eufemismo – in città tra i tifosi. Non sembra proprio l’aria di andare in paradiso e tutto ciò nell’anno del centenario.
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