di Francesca Torricelli
La Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni apre il confronto sul futuro universitario della città. Venerdì pomeriggio, nella sede dell’ente, l’Università degli Studi di Perugia ha presentato il progetto di investimento su Terni, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla nascita di un nuovo dipartimento. Ad accogliere i rappresentanti dell’ateneo è stato il presidente della Fondazione, Emiliano Strinati, che ha indicato una direzione chiara: «Da Terni si possono formare sviluppatori di intelligenza artificiale per estenderci poi in Europa».
Un progetto che, come ha sottolineato il rettore Massimiliano Marianelli, punta a rafforzare il legame tra città e università: «UniPg cresce se cresce Terni e Terni cresce se cresce UniPg». Il rettore ha ribadito la centralità della sede ternana nella visione dell’ateneo, parlando di un percorso «non periferico ma strategico, costruito con un metodo partecipato e in dialogo con istituzioni, imprese e territorio». Il cuore della proposta ruota attorno a tre direttrici: «Benessere, salute e innovazione. In questo quadro, l’intelligenza artificiale non viene considerata una moda, ma uno dei grandi ambiti trasformativi del nostro tempo, capace di incidere su ricerca, didattica e sviluppo industriale. Da qui l’idea di un nuovo dipartimento che integri competenze scientifiche, tecnologiche e umanistiche, con un forte legame con il sistema produttivo locale».
Sul piano operativo, il primo passo sarà l’attivazione di un corso di laurea dedicato all’intelligenza artificiale. «Non singoli insegnamenti, ma un intero percorso formativo», ha spiegato Marco Mazzoni, delegato alle sedi. «Un progetto che punta a partire rapidamente, inserendosi in un polo ternano che già oggi conta oltre dieci corsi di laurea afferenti a sei dipartimenti». Accanto alla formazione accademica, particolare attenzione è stata posta alla capacità di rispondere in tempi brevi alle esigenze delle imprese. Come evidenziato da Daniele Fioretto, responsabile ‘Progetto Terni’, il nuovo assetto consentirà «di attivare master, corsi di aggiornamento e alta formazione nell’arco di pochi mesi, offrendo competenze immediatamente spendibili sul territorio, senza dover attendere i tempi lunghi della laurea».
Nel dettaglio, il progetto prevede una laurea triennale in ‘Intelligenza artificiale per le scienze della vita’, illustrata da Livio Fano, delegato Intelligenza Artificiale; infrastrutture di ricerca e tecnologiche. «Un percorso interdisciplinare che integra informatica, biotecnologie, materiali e sistemi di cura, con applicazioni che spaziano dalla medicina di precisione alla progettazione di farmaci e dispositivi. Tre i curricula previsti al terzo anno: biotecnologie e farmaci, biomateriali e dispositivi, salute digitale e riabilitazione. Il corso sarà in presenza, in lingua italiana, con una forte componente laboratoriale e tirocini in collaborazione con imprese, centri di ricerca e strutture sanitarie. La previsione è di 50-60 studenti per coorte, fino a un totale a regime di circa 150-180 iscritti». Terni viene indicata come sede naturale del progetto per tre fattori principali: «Vocazione industriale, presenza di infrastrutture di ricerca e disponibilità di un sistema sanitario in grado di supportare la parte clinica».
Il percorso verso il nuovo dipartimento richiederà tempo e passaggi istituzionali, ma la direzione è tracciata: «Costruire a Terni un Polo capace di coniugare formazione, ricerca e innovazione, con l’Intelligenza Artificiale come asse strategico e con l’obiettivo di incidere concretamente sullo sviluppo del territorio».
LE FOTO DI A. MIRIMAO
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