L’Ordine dei giornalista dell’Umbria, PD e M5S intervengono dopo quanto accaduto nella mattinata di lunedì in consiglio comunale a Terni.
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«L’ennesima aggressione verbale, infarcita di minacce, del sindaco di Terni Stefano Bandecchi a un giornalista, nel caso Corso Viola del Messaggero, in un luogo pubblico com’ è la sala del consiglio comunale, segna definitivamente la fine dell’agibilità democratica sul territorio», la nota dell’Ordine. «L’Odg, in questo e nel precedente mandato, ha mosso tutte le leve dell’ordinamento per frenare la pericolosa deriva contro la libertà di stampa e l’attività giornalistica che purtroppo è ancora in atto, incompatibile con il confronto democratico sancito dalla Costituzione e che ha visto bersaglio per troppe volte giornaliste e giornalisti. L’Odg Umbria continuerà a difendere colleghe e colleghi brutalmente denigrati e a denunciare lo scempio delle Istituzioni che da anni si consuma a Terni».
Anche i gruppi consiliari di PD e M5S Terni sono intervenuti in merito: «L’ennesima, inqualificabile, aggressione del sindaco di Terni ai giornalisti e al mondo dell’informazione della città non può passare sotto silenzio o essere derubricata come semplice esternazione folkloristica. Si tratta di un gesto e un atteggiamento che ha troppi precedenti, fatti di minacce, aggressioni fisiche, intimidazioni, che hanno più volte costretto al pronunciamento critico e alla condanna lo stesso Ordine dei giornalisti dell’Umbria. Stavolta però, nella sede istituzionale della sala consiliare di palazzo Spada e nell’occasione solenne della seduta del Consesso Civico, è sta varcata una linea rossa, con minacce dirette ed esplicite alle persone e a una intera categoria professionale. Chi rappresenta il Governo e la legalità sul territorio non può restare inerte di fronte all’offesa e all’atto intimidatorio nei confronti della libertà di parola, di espressione e di critica civile. I gruppi consiliari del PD e del M5S di Terni ribadiscono il proprio incondizionato sostegno al mondo dell’informazione di Terni e dell’Umbria e il rispetto pieno ai tanti professionisti e collaboratori che si impegnano per offrire un servizio essenziale alla città e alla regione, e al tempo stesso rivolgono un appello ai preposti organi dello Stato affinchè questi valori, principi e diritti di liberta di parola e di giudizio vengano doverosamente tutelati e salvaguardati e non calpestati, come pervicacemente continua a fare il sindaco pro-tempore di Terni».
Nel pomeriggio arriva la replica di Bandecchi: «Sono in totale disaccordo con la nota dell’ordine dei giornalisti dell’Umbria e con le prese di posizione di alcuni partiti politici che strumentalizzano e travisano. Questa mattina in consiglio comunale – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi – non ho aggredito verbalmente né minacciato. Ho solo, come è legittimo da parte mia, ricostruito alcune vicende politiche all’insegna della verità. È nelle mie facoltà smentire ricostruzioni giornalistiche del tutto fantasiose che mettono in discussione la lealtà dei miei collaboratori e di consiglieri comunali di maggioranza nei miei confronti. Non ho nulla da eccepire sul mio ex vicesindaco né sui consiglieri di Ap che sorreggono la maggioranza e soprattutto gli interessi della città, a partire da quelli vitali come la sanità, i servizi pubblici e le infrastrutture. È legittimo da parte mia sottolineare il comportamento di un giornalista che, invece di fare il suo doveroso lavoro, si mette nell’aula consigliare, in pubblico, a commentare e a produrre un linguaggio del corpo irrispettoso verso il contesto e le istituzioni.
Da liberale convinto credo fortemente nella libertà di stampa. Ai giornalisti ho sempre dato la massima disponibilità, non mi sono mai sottratto alle loro domande, anche a quelle più scomode. Ho sempre dedicato tempo alle richieste degli organi di informazione, in qualunque contesto. Come editore ho sempre finanziato il settore con investimenti importanti e con numerose testate. Chiedo dunque maggiore professionalità. Chiedo resoconti e ricostruzioni politiche corrispondenti alla realtà. Chiedo che in consiglio comunale si abbia un comportamento corretto e rispettoso delle istituzioni. Chiedo che i giornalisti vengano in consiglio per lavorare e non per commentare o peggio ancora per fare salotto. La città ha bisogno di una informazione attenta, professionale, diretta a far conoscere le tante ragioni di Terni, città che non vuole essere subalterna né alla Regione né tantomeno a qualunque ordine professionale con sede a Perugia. Per quanto mi riguarda se l’ordine dei giornalisti fosse un club da frequentare non avrei restituito il tesserino. Continuo a rimanere a disposizione di tutti coloro che hanno qualcosa di sensato da chiedermi».
I coordinatori comunali dei partiti del centrodestra ternano (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Umbria Civica, Noi Moderati, UDC) esprimono «la più netta e ferma condanna dell’ennesimo comportamento oltraggioso e intimidatorio tenuto oggi dal Sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, nel corso del Consiglio Comunale, verso un giornalista presente, verso il quale si esprime la massima solidarietà, e altri organi di informazione. Un simile atteggiamento è inaccettabile e incompatibile con il ruolo istituzionale che il Sindaco è chiamato a ricoprire. Ruolo che impone di dover accettare anche le voci che, se occorre con spirito critico, analizzano il suo operato, come si conviene in una comunità democratica. Eppure già diverse volte, nel corso degli anni, sono stati avanzati attacchi nei confronti di giornalisti, testate, emittenti televisive, persino organi di comunicazione interni, rei semplicemente di aver svolto il loro compito e il loro mestiere. La libertà di stampa, il diritto di pensiero e di critica, sono pilastri fondamentali di ogni democrazia sana e degna di tal nome.
Il consiglio comunale è una sede pubblica: i giornalisti non sono ospiti a discrezione del Sindaco, ma testimoni necessari e garantiti dalla Costituzione. Chiediamo al sindaco Bandecchi di scusarsi pubblicamente con il giornalista e le testate coinvolte e con tutta la categoria. Chiediamo inoltre che vengano adottate misure idonee a garantire che simili episodi non si ripetano, a tutela della dignità dell’istituzione che egli rappresenta e del pluralismo dell’informazione, anche considerato che l’organo di presidenza consiliare non appare adottare le misure previste dal regolamento per simili comportamenti, ad eccezione di timidi richiami. Il centrodestra ternano continuerà a vigilare sul rispetto delle prerogative democratiche e della libertà di stampa, senza abbassare la guardia di fronte a comportamenti che umiliano Terni e le sue istituzioni».






