di S.F.
«Si sono rese necessarie diverse ulteriori interlocuzioni, anche per le vie brevi con diverse direzioni, volti ad approfondire riscontri e richieste di spesa non finanziate da entrate – ovvero con circostanze non chiare – per cercare di individuare e capire in modo pieno e compiuto la ratio della programmazione proposta da ciascuna singola unità organizzativa. Tenuto comunque conto dell’indirizzo finale dell’amministrazione in merito». Questo uno dei passaggi riepilogativi per l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Terni: c’è la firma dell’assessore Michela Bordoni e della dirigente alle risorse finanziarie-governo societario Grazia Marcucci.
IL BILANCIO DI PREVISIONE 2026-2028

L’obiettivo principale della maxi documentazione è descritta in una frase: «Chiare ed univoche linee di indirizzo rese da parte dell’amministrazione comunale, volte a proseguire in tal senso una progressiva azione di revisione della spesa, da tramutarsi in leva finanziaria positiva a favore dello sviluppo economico della città di Terni inserito in uno specifico fondo nella missione 20 e di altri stanziamenti correlati all’entrate per la spesa di parte capitale». Ed è qui che arriva la curiosità.
LA NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO 2026-2028

Sì, perché il 17 novembre c’è stata una riunione finale con tutti i vertici per valorizzare uno specifico fondo all’interno della missione 20 (la previsione di competenza generale è di poco superiore agli 11 milione di euro). Cambia la denominazione, vale a dire ‘accantonamento sindaco per lo sviluppo di Terni’. Una sorta di personalizzazione. Altro fattore è quello legato al dare impulso all’attività amministrativa di investimento: «Sono stati costituiti specifici stanziamenti-obiettivi di investimento connessi ad obiettivi di entrata, allocati al titolo 2 della spesa per la direzione governo del territorio per un importo preventivato di 600 mila euro in ogni annualità».
MULTE E AUTOVELOX, STIMA DA 27 MILIONI DI EURO NEL BILANCIO 2026-2028

Un bilancio non semplice da chiudere, come si evince dal documento istruttorio. Ciò per una serie di riunioni pr le richieste oggetti di formalizzazione «ed individuare ove possibile una revisione delle stesse in base all’indirizzo di efficientamento per la riduzione della spesa dal sindaco auspicata, in distonia con le richieste di maggiori stanziamenti che le direzioni evidenziavano e proponevano».
IMU E IRPEF RESTANO AL MASSIMO ANCHE NEL 2026

E infatti si è «palesata una divergenza tra le richieste avanzate da ogni direzione e l’indirizzo politico dell’organo esecutivo tale da rendere necessario un ulteriore e successivo iter procedimentale volto a definire compitamente la manovra di bilancio». In ogni caso la quadra è stata trovata ed in più viene esteso il beneficio approvato a marzo dal consiglio comunale per incentivi fiscali a favore dei nuovi residenti e per gli acquirenti di unità immobiliari destinate ad attività professionale e commerciale. Saranno anche per i «conduttori di unità immobiliari destinate al commercio in virtù di contratto di locazione o comodato nei limiti degli stanziamenti di bilancio».
LE PREVISIONI PER IL CANONE UNICO PATRIMONIALE
Per quel che concerne il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2025, viene messo nero su bianco un meno 6 milioni e 390 mila euro: «Se negativo, tale importo è iscritto tra le spese del bilancio di previsione come disavanzo da ripianare». Di mezzo c’è sempre la solita storia: «Il disavanzo presunto riportato nel risultato di amministrazione 2025 è di tipo tecnico e si riferisce alla contabilizzazione del Fondo anticipazione liquidità di cui al D.L. 35/2013 obbligatorio per l’ente tenuto conto l’uscita dal dissesto finanziario». Vedremo poi la cifra effettiva nei prossimi mesi.






