Nei giorni scorsi, l’attività risale a mercoledì 17 luglio, il personale della squadra Mobile di Terni ha arrestato tre giovani di origini tunisine. Tutto parte dall’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre minori, emessa dal tribunale competente di Perugia. Per i tre, tutti gravati da precedenti come spaccio di droga, rissa, resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di armi/oggetti atti ad offendere, era previsto il collocamento in comunità educative del centro Italia. Ma è all’atto degli arresti che la polizia di Stato di Terni ha scoperto molto altro.
Uno dei tre ragazzi è risultato irreperibile, un altro è stato rintracciato e collocato nella comunità di recupero mentre il terzo è stato individuato in un appartamento di viale Rossini 62, insieme a due connazionali maggiorenni. Una volta in casa, gli agenti della Mobile hanno trovato su un tavolo un panetto di hashish del peso di poco meno di un etto: scontata la perquisizione che ha portato a scoprire cocaina – compreso un panetto intero – per un totale di circa 103 grammi, ben 2.500 euro in contanti e un machete con lama di 45 centimetri. Oltre al materiale per confezionare le dosi.
Un’altra ‘sorpresa’ è arrivata dall’esame dei documenti del giovane, presunto minorenne, che doveva essere arrestato su ordine del tribunale per i minori di Perugia: dai certificati di nascita originali, è emerso che era nato nel 2003. L’ordinanza di custodia cautelare è stata così sospesa e gli atti trasmessi alla procura ordinaria. Alla fine il 21enne è stato arrestato in flagrante insieme ad uno dei due amici, di 22 anni, per spaccio di droga, mentre il terzo – che di anni ne ha 31 – è stato arrestato per essere rientrato in Italia prima dei cinque anni dall’espulsione, emessa dalle autorità a Gorizia.
A seguito della direttissima, il 21enne e il 22enne si sono visti applicare dal giudice Francesca Scribano – in aula la procura era rappresentata dal vpo Catia Naldi – la misura del divieto di dimora a Terni, mentre il 31enne ha ricevuto il nulla osta all’espulsione. A difendere i tre c’erano gli avvocati Francesco Mattiangeli, Leonardo Proietti e Daniele Ciuffoletti. La polizia di Stato rende poi noto che «sono tuttora in corso le indagini per risalire ai proprietari dell’appartamento preso in affitto e continuano le ricerche per rintracciare il terzo minore».






