di S.F.
Negare la possibilità di effettuare il servizio da ‘collegatore’ ad un proprio dipendente non porta granché bene al Comune di Terni. Sì, perché dopo il caso del 2025 eccone un altro che porta un ulteriore debito fuori bilancio a palazzo Spada. In questo caso vale 1.749 euro ed a stretto giro sarà approvato in consiglio.
Terni, dipendente Comune fa causa all’ente per il no al servizio di ‘collegatore’ e vince
Tutto nasce in occasione delle consultazioni referendarie del giugno 2022, quando il dipendente – in servizio dal luglio 2004 – ha portato in tribunale il Comune «per aver illegittimamente rigettato la sua istanza per il servizio di ‘collegatore’», viene specificato nel documento istruttorio. Con richiesta a titolo di mancata retribuzione/risarcimento danno per 491 euro, più trattenute fiscali e oneri di legge. Risultato? Il giudice del lavoro ha condannato l’ente a pagare quanto dovuto all’istruttore di vigilanza in forza alla polizia Locale.
Considerando le varie voci (refusioni delle spese legali, Iva, cassa e avvocato del dipendente, Mirko Minuti), si arriva ad una cifra di poco superiore ai 1.700 euro. Anche perché il 7 gennaio 2026 la direzione risorse umane ha argomentato «per ragioni di omogeneità di condotta nei confronti dei propri dipendenti, nonché nell’ottica del risparmio almeno delle spese legali, stante anche l’esiguità della sorte, l’inopportunità di impugnare la predetta sentenza». Nel contempo Minuti si è attivato con due atti di precetto.
Alla fine chiusa la partita con 790 euro al dipendente e 958 euro all’avvocato. Il ricorso da parte del ‘collegatore’ storico era stato depositato il 15 maggio 2025: «Nella programmazione – viene riepilogato in sentenza – mensile del corpo di polizia Locale del mese di giugno 2022, nelle giornate del 11 e 12, veniva assegnato al servizio di collegamento». Poi il problema con la comunicazione di essere stato sostituito e la scoperta (post accesso agli atti) che due dirigenti avevano espresso l’inidoneità ad espletare la funzione. Quindi lo scontro sopra riportato. Se ne parlerà a breve in III commissione e in assise per l’approvazione.






