di S.F.
Si fa o non si fa? Resta il dubbio sul secondo modello organizzativo 2026 del Comune di Terni, oggetto di un confronto pomeridiano tra rsu, sindacati, Stefano Bandecchi e direttore generale Claudio Carbone nella sala consiliare di palazzo Spada. Ora di mezzo c’è l’Opi, L’organismo paritetico per l’innovazione istituito nel 2025 per valutare i carichi di lavoro/efficienza.
La quadra – per dirla in termini semplici – non si è trovata al momento e ora di mezzo c’è anche l’Opi per una questione tecnica. In sostanza ci sarà un ulteriore aggiornamento dopo aver sistemato/formalizzato l’Organismo paritetico per l’innovazione. Per il resto al centro dell’attenzione ci sarebbero dei soldi non spesi/utilizzati da alcune direzioni, dunque il nuovo modello organizzativo avrebbe l’obiettivo di efficientare il tutto.
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C’è, tuttavia, chi solleva il fatto che – la delibera è uscita proprio in questi giorni – che tutti hanno raggiunto il 100% degli obiettivi nel 2025. «Perché cambiare dunque?», si chiede qualcuno. Si vedrà. C’è chi vuol ulteriormente accelerare su una serie di attività. In ogni caso c’è chi, tra le sigle sindacali, ha lasciato l’aula consiliare con il confronto in corso. A quanto pare a creare qualche malumore ci sarebbe anche l’eventuale avviso per la ‘gestione’ della futura struttura complessa. Prima del confronto il sindaco Bandecchi aveva parlato del tema sotto il Comune, appena tornato dal tête-à-tête a Perugia con la presidente della Regione Stefania Proietti sull’accordo di programma per il nuovo ospedale.






