di S.F.
Non se ne riesce proprio ad uscire dalla contesa – tutto il caos si è sviluppato dall’ordinanza del 27 febbraio 2009 di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, come abbiamo raccontato nei precedenti articoli – sviluppatasi tra la Aviglianfer di Piacenti Massimiliano & C. s.n.c e il Comune di Terni per la tettoia prefabbricata in strada di Maratta Bassa 85/E. C’è di nuovo il Tar di mezzo.
LA VECCHIA PARTITA AL TAR PER LA TETTOIA
Maratta Terni, la ‘tettoia della discordia’ per ora non si tocca
La storia è nota (sopra i vari resoconti della vicenda) e questa volta la società ha impugnato al Tar due provvedimenti. Il primo è la dichiarazione comunale di improcedibilità del piano attuativo di iniziativa privata presentato dalla Aviglianfer e dalla società CSC srl Calcestruzzi Sabatini e Crisanti, il secondo (10 aprile 2026) è la comunicazione della data del sopralluogo per la definizione dell’area da acquisire al patrimonio del Comune. Ciò in seguito ad una sentenza del Consiglio di Stato del 2024 in seguito ai sopralluoghi di inottemperanza del 2023. Tutto nato dall’ordinanza del 2009 citata sopra.

In sostanza l’ente ha disposto di perfezionare l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale e la Aviglianfer ha impugnato tutto. La società inoltre ha chiesto al Tar di dichiarare l’obbligo per palazzo Spada di «rispettare quanto previsto dalla sentenza del Tar Umbria 668/2023, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza 2259/2026, con conseguente declaratoria di insussistenza dei presupposti per l’acquisizione gratuita dell’area di proprietà della ricorrente al Comune». Con riattivazione del procedimento di ingiunzione e nuovi termini per l’esecuzione dell’ordinanza. Si bisticcia sul futuro della tettoia dunque. Gli avvocati coinvolti sono Emiliano Strinati per il ricorrente e Paolo Gennari per l’ente.
Il Tar ha accolto l’istanza cautelare della Aviglianfer: «Le esigenze cautelari di parte ricorrente possono essere adeguatamente soddisfatte mediante la sollecita definizione della causa, risultando dagli atti di causa che il previsto sopralluogo del 10 aprile 2026, “finalizzato all’accertamento di inottemperanza e la definizione dell’ulteriore area da acquisire”, è stato nelle more rinviato a data da destinarsi e che in ogni caso, come già evidenziato in sede monocratica, non sarebbe idoneo a produrre effetti irreversibili ulteriori rispetto a quelli (in ipotesi) già verificatisi». Tutto in standby. Se ne riparlerà in udienza pubblica il 3 novembre 2026. Magari nel contempo la situazione sarà sistemata bonariamente.
Terni: Aviglianfer, Comune, Calcestruzzi Sabatini & Crisanti al Tar per una tettoia






