Gli esperti del Ris torneranno, ma intanto sarà l’autopsia – mercoledì il conferimento dell’incarico ai medici legali Massimo Lancia e Luca Tomassini – a fornire ulteriori e importanti elementi sulla morte di Andrea Fiorelli, l’ex maresciallo capo della Guardia di finanza trovato senza vita nella prima serata di venerdì nella sua abitazione di Prisciano. Il nodo se la sua morte sia conseguenza di un gesto volontario o di un omicidio, non è stato ancora sciolto e servirà altro tempo per determinarlo con chiarezza.

Va in questa direzione il lavoro condotto dai carabinieri del Nucleo investigativo di Terni, con il coordinamento della procura nella persona del sostituto Raffaele Pesiri, che dal momento della tragica scoperta non si è mai fermato. In vista dell’esame autoptico, che si terrà mercoledì o giovedì, nella giornata di martedì la salma dell’ex finanziere è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale dell’azienda ospedaliera di Perugia.
Gli esiti delle indagini del Ris, anticipati per le vie brevi all’autorità giudiziaria in attesa delle relazioni tecniche dettagliate che verranno stilate, andranno ad integrare – in maniera, si immagina, significativa – tutti gli elementi che sono già confluiti e confluiranno nel fascicolo aperto dalla procura. Informative, contenuti delle testimonianze, accertamenti sui contenuti di telefoni e comunicazioni, esami medico legali e rilievi del personale tecnico dell’Arma di Terni.
Andrea Fiorelli sarebbe morto, in attesa delle conferme, per lo shock emorragico conseguente la profonda ferita alla parte anteriore del collo, causata – anche qui gli esami dovranno chiarirlo definitivamente – dalla motosega trovata a breve distanza dal suo corpo, lasciata a terra. A fare la tragica scoperta è stato l’anziano padre dell’ex finanziere che intorno all’ora di cena era andato a cercarlo, trovandolo purtroppo senza vita – e la morte potrebbe risalirebbe a qualche ora prima – all’interno della sua auto, una station wagon, sul sedile lato conducente. Auto che si trovava nel garage al piano seminterrato del complesso abitativo.
Il veicolo, così come la motosega e l’abitazione dell’uomo, sono stati analizzati dal personale del Ris e il quadro restituito, almeno nella percezione, è ancora di incertezza rispetto a come siano andate le cose nella villetta di Prisciano. Per questo il lavoro procede senza sosta e andando a valutare ogni possibile elemento utile.
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