Un incontro per ‘compattare’ il centrodestra locale sul tema della sicurezza, in ottica di una proposta unitaria in vista delle future scadenze elettorali, ma anche per capire meglio – pur in una visione di parte – quali azioni il Governo, a partire dal recente Decreto Sicurezza 2026, ha messo in campo e intende attuare sul punto. L’iniziativa politica – che ha visto in campo Fdi, FI, Lega, Umbria Civica, Noi Moderati e Udc – si è svolta sabato mattina all’hotel Valentino, alla presenza del sottosegretario al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, che ha concluso i lavori.
Lavori aperti dai saluti istituzionali: dal portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi al segretario provinciale azzurro Stefano Fatale, dal segretario provinciale di FdI Alberto Rini al segretario regionale della Lega Umbria Riccardo Augusto Marchetti. E poi il consigliere regionale e capogruppo di Umbria Civica Nilo Arcudi, il coordinatore regionale di Noi Moderati Michele Toniaccini e il commissario regionale Udc Ermanno Ventura.
Poi i relatori: oltre al citato Prisco, il parlamentare Gianni Tonelli (responsabile nazionale Dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega e poliziotto con una lunga esperienza sindacale alle spalle), l’avvocato Manlio Morcella e il presidente regionale della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) Mario Simoni.
Al centro dell’iniziativa, le azioni locali – come le numerose operazioni ‘alto impatto’ coordinate dalla questura – e nazionali – il Decreto Sicurezza 2026 – compiute per incrementare i livelli di sicurezza. Con un occhio al ‘sistema’ che vede in campo politica, forze di polizia, autorità giudiziaria – si è parlato anche del referendum, soprattutto nell’intervento dell’avvocato Morcella ma non solo – e cittadini. Da tutti i politici, critiche al centrosinistra – in particolare all’amministrazione regionale e a quella comunale di Perugia -, pieno sostegno alle forze dell’ordine specie dopo fatti, come quelli di Torino, che hanno visto gravi atti di violenza verso i tutori dell’ordine pubblico.
Non sono mancati punti di vista e sensibilità differenti, rispetto alle azioni governative, ma anche riferimenti ad una parte della magistratura definita «politicizzata». Sullo sfondo, le tutele per chi si trova ad agire con evidenti ‘cause di giustificazione’ – cittadini e appartenenti alle forze dell’ordine – che il Decreto punta a garantire nei limiti concessi dalla legge. Ma l’iniziativa, al di là dei temi, è servita a riunire un centrodestra che si trova di fronte a passaggi elettorali complessi e ad ogni livello, con un chiaro sguardo alle future politiche.

















