Riguarda anche l’Umbria, in particolare l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni e l’ospedale Usl1 di Castiglione del Lago, la campagna di controlli e accertamenti condotta dai carabinieri del Nas in tutta Italia, fra luglio e agosto. Il bilancio – si apprende – è di due medici (un primario dell’ospedale di Terni e una radiologa di Castiglione del Lago) e due infermiere (entrambe in servizio al ‘Santa Maria’ di Terni) denunciati all’autorità giudiziaria. Competenti sono, rispettivamente, i magistrati Giuseppe Petrazzini per i fatti di Castiglione del Lago e Barbara Mazzullo per quelli di Terni.
Le contestazioni
In base a quanto ricostruito dai militari del Nas di Perugia, di concerto con l’autorità giudiziaria ternana, il primario del ‘Santa Maria’ avrebbe ‘favorito’ due pazienti da lui seguiti presso l’ambulatorio privato in regime di intramoenia, consentendogli di ‘saltare’ le liste di attesa per i rispettivi interventi chirurgici. Operazioni che, altrimenti, avrebbero richiesto un’attesa di circa un anno e che invece sono state eseguite in tempi piuttosto rapidi. Insieme al primario, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche due infermieri che, attraverso il sistema informatico dell’ospedale, avrebbero consentito ai pazienti indicati dal medico di effettuare gratuitamente gli esami, nella fattispecie le analisi del sangue, a costo zero e bypassando le liste di attesa. Ciò facendo falsamente risultare gli stessi come ricoverati presso l’ospedale di Terni. Per tutti le ipotesi di reato sono truffa e abuso d’ufficio. Il quarto indagato nel contesto delle attività condotte dal Nas di Perugia è una radiologa in servizio presso l’ospedale Usl1 di Castiglione del Lago che avrebbe svolto attività privata per una cooperativa, presso un ospedale del Veneto, pur trovandosi in malattia da alcuni mesi. In questo caso le ipotesi sono truffa e falso.
Il bilancio
In totale, fra luglio e agosto, i militari del Nas hanno denunciato in tutta Italia ventisei fra medici e infermieri. I controlli hanno riguardato in particolare le liste d’attesa di prestazioni ambulatoriali, riconducibili a visite specialistiche ed esami diagnostici nel servizio sanitario pubblico. Le ispezioni sono state eseguite in presidi ospedalieri e ambulatori delle aziende sanitarie, compresi gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e le strutture private accreditate. Obiettivo era accertare il rispetto dei criteri previsti dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla). Sono stati effettuati controlli in 1.364 tra ospedali, ambulatori e cliniche, sia pubblici che privati in convenzione, analizzando 3.884 liste e agende di prenotazione per prestazioni ambulatoriali relative a svariate tipologie di visite mediche specialistiche e di esami diagnostici. Fra i reati contestati ai denunciati, falsità ideologica e materiale, truffa aggravata, peculato e interruzione di pubblico servizio.






