Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: queste le ipotesi di reato per le quali un medico 66enne di Terni è stato rinviato a giudizio mercoledì dal gup del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio. L’uomo è accusato di aver messo in atto le condotte, finite all’attenzione della procura di Terni ed in particolare del pm Camilla Coraggio, in un arco temporale ampio che va dal 1993 al 2019. L’apertura del procedimento penale – con processo che avrà inizio il prossimo 26 ottobre di fronte al tribunale di Terni in composizione collegiale – trae origine dalle denunce sporte dalla donna, una 50enne ternana, nel corso del tempo. Quest’ultima è parte civile attraverso l’avvocato Eugenio Pini e Federica Casale del foro di Roma.
TERNI, DENUNCIA IL MARITO PER MALTRATTAMENTI
Le accuse
Le condotte addebitate dall’autorità giudiziaria al professionista 66enne parlano di offese, minacce, percosse – compreso uno schiaffo seguito da una prognosi di sette giorni per la moglie -, ma pure lesioni che l’uomo si sarebbe auto inferto solo allo scopo di denunciarla, tentativi costanti di allontanarla dal figlio con atteggiamenti tali da screditarla di fronte agli occhi di quest’ultimo. In altri episodi il medico, inoltre, avrebbe denigrato la coniuge parlando male di lei con alcuni amici di famiglia e, dulcis in fundo, lo scorso ottobre nel pieno di una lite, l’avrebbe colpita con un pugno al volto rompendole un dente. Tutti elementi ricavati dalle denunce della donna e che ora verranno affrontati e sviscerati dal tribunale nel processo che inizierà ad ottobre. In particolare la procura contesta al 66enne «una pluralità di azioni vessatorie morali, fisiche e psicologiche che, seppur realizzate in momenti successivi, sono risultate collegate da un’unica intenzione: ledere l’integrità della coniuge al punto di rendere dolorosa e quasi del tutto impossibile la convivenza».






