Nel giugno del 2014 avevano raggiunto un nightclub del ternano per ‘incassare’ – previe minacce – 1.500 euro dal titolare, come rateo di una somma di 30 mila euro che questi avrebbe dovuto consegnare come ‘risarcimento’ per aver estromesso uno di loro – poi deceduto nel corso del tempo – dalla gestione del locale. Per questo, a seguito della denuncia sporta dalla vittima ed alle indagini della squadra Mobile di Terni, quattro persone – diventate tre a seguito del decesso dell’uomo – erano state arrestate e quindi rinviate a giudizio per estorsione.
La sentenza
Venerdì il tribunale di Terni, attraverso il giudice Massimo Zanetti, ha emesso la sentenza relativa al procedimento. Il reato di estorsione è stato derubricato nel più tenue ‘esercizio arbitrario delle proprie ragioni’ ed i tre, tutti di origini calabresi, sono stati condannati: un 36enne ad un anno di reclusione, un 38enne ed un 27enne ad otto mesi. In aula l’accusa aveva chiesto sette anni di reclusione per ciascuno di loro. I tre dovranno anche risarcire il denunciante – assistito dall’avvocato Massimo Oreste Finotto – con 15 mila euro, come stabilito dal giudice.
Verso l’appello
Fra i legali difensori degli imputati figurano Francesco Mattiangeli, Cristina Zinci e Riccardo Ciampi. L’avvocato Mattiangeli, in attesa di valutare le motivazioni della sentenza in vista del possibile appello, esprime comunque «soddisfazione per la radicale rilettura dei fatti, da parte del giudice, in un’ottica decisamente attenuata rispetto alle accuse originarie e ribadite dalla procura nel corso degli anni».






