di S.F.
«La necessità di procedere alla vendita per dismissione di 3 pontili di canottaggio (denominati 6A, 6B e 6C), considerata la loro vetustà e non utilizzabilità determinata dall’adeguamento dell’impianto sportivo alle norme Fisa». Questa la ragione per il nuovo via libera del Comune all’alienazione di ulteriori strutture riguardanti il lago di Piediluco. Di mezzo c’è il restyling del polo nautico ‘D’Aloja’ con fondi del Pnrr.
LA BAGARRE PER LA VENDITA DEL PRIMO PONTILE

Nel documento istruttorio di palazzo Spada viene evidenziato che i pontili in questione «non sono accompagnati da schede tecniche, né risultano omologati secondo gli attuali standard Fisa, trattandosi di beni mobili non originariamente acquisiti dal Comune». E la stima in assenza di documenti tecnici? Effettuato in base alla funzionalità residuale in ambito sportivo e dello stato di conservazione.

Prezzi? 400 euro per un pontile (il 6A), 700 per gli altri due. Totale 1.800 mila euro. I pontili – scrive l’ente – furono «trasferiti dalla Regione Umbria unitamente all’impianto sportivo nel 2013, in seguito alla soppressione dell’APT dell’Umbria». Firmano l’assessore Marco Iapadre e il dirigente al governo del territorio Federico Nannurelli.
Il pontile più piccolo ha una dimensione da 16×2,5 metri, i due restanti sono da 25×4,40 metri. «I pontili oggetto di dismissione non risultano più funzionali all’attività istituzionale dell’impianto sportivo, per obsolescenza tecnica e incompatibilità con la nuova dotazione. La loro alienazione è ritenuta economicamente vantaggiosa per
l’Ente sia in termini di entrata, sia per il risparmio di costi futuri di custodia e manutenzione e/o di smaltimento», scrive Nannurelli.
Piedilico: il pontile va a Posillipo. E c’è chi non condivide l’operazione






