Terni Reti, appalti e personale, scatta l’interrogazione a palazzo Spada. A presentarla ed esporla mercoledì è stato il consigliere comunale di FdI Marco Cecconi.
In premessa Cecconi ricorda che la società «gestirà il cimitero centrale di Terni e degli altri 16 cimiteri del Comune di Terni per durata di due anni +8 dal 1° gennaio 2026; da circa 20 anni i cimiteri del Comune di Terni sono stati sempre gestiti da cooperative sociali e queste offrivano servizi a minor costo. Più volte l’appalto è stato affidato a diverso soggetto societario e il personale è stato sempre riassorbito o comunque ne veniva richiesta la disponibilità a rimanere e a lavorare con il nuovo soggetto societario. I servizi – prosegue – erano tutti inerenti a quelli cimiteriali e cura del verde. L’assegnazione a Terni Reti è stata annunciata come foriera di notevoli risparmi rispetto agli appalti precedenti; sembrerebbe che tra l’appalto attuale e quello futuro ci saranno oltre 100 mila euro di differenza. Il personale in questo caso non verrà assorbito e Terni Reti è una società pubblica che non potrebbe farsi carico del personale come avvenuto in precedenza». Per Cecconi «tra le 12/15 persone perderebbero il lavoro; di queste 15 ne sono state chiamate cinque che attualmente hanno un contratto a tempo indeterminato con la propria azienda. Da Terni Reti avrebbero un contratto a tempo determinato di sei mesi a partire dal 1 gennaio 2026 di cui il primo mese di prova». Da qui la richiesta.
Cecconi chiede se «quanto indicato riguardo alla potenziale perdita dei livelli occupazionali corrisponda a quanto abbia in programma questa amministrazione; se quanto indicato riguardo alla potenziale perdita dei livelli occupazionali corrisponda ai progetti della Società Terni reti partecipata al 100% dal comune di Terni; se sì, quali siano le intenzioni di questa amministrazione al fine di porre in essere progetti che siano in grado di evitare simili e non auspicabili uscite dal ciclo produttivo di personale fragile anche e tanto più se assunto in precedenza anche con legge 68. Se corrisponda a verità che tra sei mesi Terni Reti bandirà un concorso, addirittura per assumere personale da dedicare alle stesse mansioni di operatori già formati da anni negli ambiti di cui in premessa; se ci sia un aggravio di costi per la nostra comunità e se l’assessore competente abbia valutato le gravi implicazioni di tipo sociale che potrebbero generarsi nel caso in cui non fossero applicati decisi cambi di orientamento riguardo a quanto precisato in premessa in relazione al reimpiego di tutte le maestranze».






