di S.F.
«C’era una situazione di degrado ereditato e abbiamo cercato di risanare. Abbiamo riscoperte tombe che erano coperte dal verde. Stiamo cambiando passo e ci vuole tempo». Parole di Alessandro Campi, amministratore unico di Terni Reti protagonista giovedì mattina in I commissione per parlare del primo trimestre legato al global service dei cimiteri.
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Campi si è presentato a palazzo Spada in compagnia del direttore generale Fabio Moriconi e la responsabile dei servizi cimiteriali Emanuela Fratini. Il manager ternano in prima battuta ha dato diversi numeri, come ad esempio le tumulazioni effettuate in tre mesi dall’avvio del servizio: 304, la maggior parte delle quali (131) solo nel mese d gennaio. Dopodiché 16 inumazioni e 142 tra estumulazioni/esumazioni di salme. «Dal 6 gennaio non si registrano nel Comune di Terni salme in appoggio in obitorio, se non quelle per trasferimento o movimentazione», ha specificato l’Au.
Campi ha ammesso delle difficoltà iniziali nel prendere in mano la questione: «Nella fase di start-up, dal 2 al 6 gennaio, ci sono state problematiche legate al pregresso e per il clima». Poi la manutenzione: «Effettuati operazioni straordinarie per ciò che abbiamo trovato, c’era una situazione di degrado ereditata. Abbiamo fatto un contratto con Asm per lo spazzamento meccanico mensile e avviato un processo di raccolta differenziata. In generale la manutenzione non era stata fatta a dovere», ha chiarito. «Tutti e 16 i cimiteri precisi e impeccabili? No, ma abbiamo stravolto la metodologia di raccolta ora e solo nel primo trimestre abbiamo fatto risparmiare al Comune oltre 6 mila euro. C’è un servizio migliore e un risparmio».
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Poi le altre questioni: «I servizi igienici erano disastrati, ora sono stati sistemati. Ciò presuppone che ci sia una rieducazione da parte dell’utenza», l’auspicio di Campi in merito al comportamento delle persone. «Inoltre sono state riscoperte tombe che erano coperte dal verde. Per settembre 2026 vogliamo risolvere il 90% delle situazioni critiche, c’è bisogno di tempo. Stiamo cambiando passo, ci vuole tempo», ha detto ai consiglieri. «Sono stati scoperti dei manufatti, ora censiti e riportati alla luce. Evidentemente nessuno ci andava». Focus poi sulle luci votive (142 segnalazioni, ancora da risolvere in parte) e soprattutto il personale, tema ‘caldo’ dove tra dicembre e gennaio c’è stato forte pressing.
«C’è la massima razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse. A gestire il global service ci sono un supervisore, un responsabile e il coordinamento. Poi ulteriore figure operative e sei operai tumulatori, alcuni a tempo determinato. Ribadisco che, in fase di start up, sono stati fatti tutti i passaggi richiesti e dovuti con le cooperative ed i lavoratori che c’erano prima. L’utilizzo di ditte esterne c’è stato, sì, per i primi due mesi. Con tutte le verifiche del caso, anche antimafia e white-list. Non c’era alcun problema di certificazioni». Su questo tema hanno chiesto ulteriori delucidazioni Marco Cecconi (FdI) e Valdimiro Orsini (TMS). L’affidamento annuale per il global service vale 466 mila euro.
«Terni Reti non solo fa il servizio, ma lo esegue con qualità ed efficienza. E le persone ringraziano per i servizi attuali». La Fratini è intervenuta per ricordare che in precedenza c’erano Asm (ma per le luci votive, ora si occupa della differenziata), Cosp e Gea: «Abbiamo recuperato 32.500 chili di rifiuti che lo scorso anno finivano nell’indifferenziata. Nei cimiteri la sensibilità ecologica non era mai stata considerata ed il personale – fronte tumulazioni – è stato formato anche dal punto di vista psicologico». Alla fine è arrivato il riconoscimento di Orsini: «Va riconosciuto il grande lavoro che sta facendo Terni Reti». Certo è che ancora c’è da lavorare, come ammesso dallo stesso Campi. Di seguito alcune immagini del confronto.






