di S.F.
Un debito fuori bilancio da 340 mila euro. Questa la manovra del Comune di Terni per uscire definitivamente dalla pluriennale ‘zuffa’ – iniziata sotto l’era Latini il 21 aprile 2021 con lo ‘strappo’ unilaterale della convenzione/concessione e il no alla prosecuzione fino al 2079 – e proseguita con l’amministrazione Bandecchi – con Parcheggi Italia in merito alla vicenda di largo Manni, via Bazzani e corso del Popolo per le soste: pronto l’esborso a favore della società che, in origine, aveva chiesto all’ente ben 12 milioni di euro di risarcimento danni.
MAGGIO 2022, LA SENTENZA DEL TAR: COMUNE KO
NOVEMBRE 2023, LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO: COMUNE KO
2026, NIENTE ACCORDO E OTTEMPERANZA: IL COMUNE DEVE PAGARE
Terni, Parcheggi Italia chiede 12 milioni al Comune. L’ente propone 9 mila euro: Tar chiude i conti
Il Comune ha perso tutti i ricorsi (Tar nel 2022, Consiglio di Stato 2023 e poi nel 2026 il giudizio di ottemperanza su input di Parcheggi Italia) e ora l’ente deve pagare quanto dovuto. Vale a dire 176 mila euro di sorte capitale, 157 mila euro di rivalutazione monetaria/interessi compensativi, ulteriori 2.503 euro di interessi legali dal 14 febbraio 2026 in avanti, spese di giudizio e registrazione dell’ultima sentenza. Totale: 340 mila euro tondi tondi. Tutto ciò – in estrema sintesi – perché i magistrati amministrativi hanno stabilito che la società aveva/ha il diritto di proseguire nella gestione fino al 2079, in tre tranche da 29 anni a partire dal 1992 (data della concessione-contratto iniziale).

«Nel caso di sentenza esecutiva nessun margine di apprezzamento discrezionale è a carico del consiglio comunale, il quale con la deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio, esercita una mera funzione ricognitiva non potendo in ogni caso impedire il pagamento del relativo debito», viene ricordato nel documento istruttorio. Palla all’assise per l’approvazione. A firmare la proposta di delibera è il dirigente al governo del territorio (area mobilità) e responsabile del procedimento Federico Nannurelli. Una volta approvata sarà poi trasmessa alla procura della Corte dei conti.






