di S.F.
La polizza non è una normale fideiussione, bensì un ‘contratto autonomo di garanzia’. L’assicurazione paga, dopodiché può richiedere indietro i soldi alla società garantita: «L’unica possibilità per il garante di sottrarsi al pagamento è sollevare la eccezione di dolo generale, per l’accoglimento della quale tuttavia, occorre dar prova del carattere fraudolento o abusivo della escussione, prova del tutto mancante nel caso concreto»: questa la motivazione principale con la quale il tribunale di Terni – causa civile, giudice Dorita Fratini – ha respinto la domanda della Immobiliare Petrollini contro Unipol Assicurazioni e Comune di Terni in merito alla nota vicenda di Cospea Alta.
AGOSTO 2024, FIDEJUSSIONE COSPEA: TUTTI IN TRIBUNALE
Terni, scontro Cospea Alta: Comune e Unipol ‘pattano’ per 1,7 milioni di euro
Al centro dell’attenzione l’escussione della fideiussione da 1,7 milioni di euro per il non completamento delle opere previste dalla convenzione urbanistica. In sostanza la società ha citato giudizio Comune e Unipol per l’escussione della polizza fideiussoria, basandosi sul fatto che non ci sarebbero inadempienze rispetto ai ritardi nell’ultimazione delle opere previste da contratto. Il tribunale ha invece dato ragione a palazzo Spada e alla compagnia bolognese per una serie di ragioni: la polizza era ancora vigente e, soprattutto, non è stato dimostrato che l’ente abbia agito con dolo o abuso in merito alla lunga vicenda.
SU COSPEA ALTA TENSIONE TRA COMUNE E DITTA LOTTIZZANTE: ESCUSSIONE FIDEIUSSIONE
Dunque è tutto confermato in quanto il passaggio sull’escussione della fideiussione è stato ritenuto corretto e Unipol ora ha diritto a riavere i soldi dalla società. In più il palazzo di giustizia «accoglie la domanda riconvenzionale promossa dalla compagnia di assicurazione nei confronti dell’attrice e conferma l’ordinanza con cui il tribunale ha ingiunto alla di pagare senza dilazione in favore della convenuta compagnia assicuratrice la somma di 1.774.268 eyro oltre interessi». A chiudere il cerchio la rifusione delle spese di lite in favore di ciascuna delle parti convenute per 20 mila euro. Vedremo se la partita proseguirà in Corte d’appello a Perugia. Gli avvocati coinvolti sono Umberto Segarelli, Francesco Cipriano (società), Paolo Gennari, Francesco Silvi (Comune) e Francesca Prandini (Unipol).






