di S.F.
‘Degrado e insicurezza presso stabile comunale ex foresteria’. Questo il tema dell’interrogazione – consueta tematica di cui si parla ormai da svariati anni – esposta da Guido Verdecchia (Gruppo Misto) in consiglio comunale a Terni giovedì in occasione del question time. Ne è nato un confronto con il vicesindaco Riccardo Corridore. Di mezzo anche i dipendenti comunali.
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L’ex capogruppo di AP si è fatto avanti riepilogando le problematiche legate all’area tra frequentazioni, sicurezza e generale difficoltà nel mantenere in un certo modo la zona nel pieno centro di Terni: «Presenterò oggi stesso un esposto al prefetto sulla questione, non si può minimizzare così. La dice lunga sulla differenza che c’è tra amministrare e fare propaganda», le parole di Verdecchia dopo aver ascoltato Corridore. Tirato in ballo anche il portone aperto ed il disagio degli uffici comunali attivi in zona.
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«Il problema è di degrado urbano, brutta immagine della città», ha esordito il vicesindaco. «Stiamo facendo interventi costanti, invitando queste persone per una collocazione. Ma loro – il riferimento ai bivacchi – vogliono vivere in modo diverso secondo canoni diversi dalla normalità. Ipotesi di pericolo per i cittadini? Non ci sono state, solo un paio di aggressioni tra di loro. Dalle parole di Verdecchia prendo atto che ci sarebbero situazioni di pericolo per i dipendenti comunali. A noi non è arrivata nessuna documentazione e non risultano segnalazioni di disagio. Solo fuffa». Poi una notizia.
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«Una settimana fa c’è stato lo scambio di convenzione tra Comune e fondazione Arvedi per la ristrutturazione, il finanziamento è loro. E ci sono accordi con l’università. C’è una situazione particolare ma, al di là di scontri tra loro, non ci sono pericoli. Parlare di pericol mi sembra una esagerazione». A chiudere il cerchio è Verdecchia: «Trasformare l’arroganza e la disattenzione nei confronti dei dipendenti in garanzia di sicurezza. L’interrogazione è di un mese fa e già di per sé è una segnalazione». Vedremo cosa accadrà a stretto giro.






