di Giovanni Cardarello
Non più neuroriabilitazione ad alta intensità (Codice 75), ma un ‘semplice’ servizio di riabilitazione intensiva (Codice 56). È questo il declassamento che, secondo i consiglieri regionali del centrodestra Eleonora Pace (FdI) e Andrea Romizi (FI), starebbe colpendo il Centro specializzato di Trevi. Un cambio di passo che gli esponenti della minoranza in Regione Umbria definiscono «un fatto gravissimo», puntando il dito contro le politiche sanitarie della giunta Proietti.
«Promesse elettorali tradite»
Secondo Pace e Romizi, la narrazione del potenziamento «sbandierata dall’amministrazione regionale» si starebbe scontrando con una realtà fatta di tagli e trasferimenti di servizi. «Circa un anno fa – spiegano i consiglieri del centrodestra – la giunta annunciava una programmazione volta a rivoluzionare e potenziare il Centro di Trevi e le altre strutture umbre, giustificando i ritardi con criticità pregresse come carenza di personale e strumentazioni obsolete. Tuttavia, è stata la stessa governatrice a ufficializzare in aula che i codici 75 non saranno più trattati a Trevi, bensì a Foligno».
Per gli esponenti del centrodestra si tratta della certificazione di un fallimento: «È sotto gli occhi di tutti il totale collasso della ‘mission Proietti’. Si sta mettendo in atto uno smantellamento della sanità pubblica, declassando centri di eccellenza che avevano reso l’Umbria una regione benchmark».
Il nodo del Piano socio-sanitario
Al centro della polemica non c’è solo il caso specifico di Trevi, ma anche la gestione del nuovo Piano socio-sanitario regionale. Pace e Romizi a tal proposito lamentano una mancanza di trasparenza nei confronti delle minoranze: «La presidente rimanda tutto a un documento del quale non si è degnata di farci avere una bozza, mentre gli stakeholder che vi hanno avuto accesso ci stanno già chiedendo aiuto».
Dubbi anche a sinistra
L’affondo dei consiglieri evidenzia come il malcontento per il destino di Trevi sia trasversale: «Persino il Pd locale ha mostrato perplessità – concludono Pace e Romizi – e le rassicurazioni della maggioranza i rivelano infondate e prive di fatti concreti. Gli umbri si stanno accorgendo di essere stati illusi. Quello in atto non è un potenziamento, ma uno smantellamento sistematico».






