Domenica, alla solenne celebrazione eucaristica nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, presieduta dal custode della Porziuncola, padre Rosario Gugliotta e concelebrata da padre Raniero Cantalamessa, era presente l’imam di Perugia Abdel Qader Moh’d. Al termine, il presidente della celebrazione, l’Imam e tutti i fedeli presenti, si sono recati all’ingresso della Basilica per la benedizione della nuova rampa semicircolare installata in occasione dell’ottavo centenario del Perdono riportante lo stemma di Papa Francesco, che il prossimo 4 agosto varcherà la soglia della Basilica e della Porziuncola.

«Luogo sacro» Abdel Qader Moh’d ha confessato l’emozione di trovarsi, insieme, in quello che ha definito «luogo sacro», aggiungendo che «tutti i luoghi sacri del mondo devono essere rispettati. Abbiamo risposto all’iniziativa della comunità musulmana francese e italiana per dare un segno di solidarietà e vicinanza ai nostri fratelli cristiani, ovunque siano. Io non sono straniero in questa bellissima città. Con i nostri fratelli francescani abbiamo fatto tanti incontri, fatti di dialogo, ed in corso ci sono tante bellissime cose che possono esserci tra noi. Però io qui voglio dare questo segno, questo appoggio, che c’è stato sempre e ci sarà, che noi insieme uniti possiamo vincere il terrorismo e la paura. Loro vogliono creare questa atmosfera di paura e non ci arrendiamo, assolutamente. Siamo più coraggiosi di quello che pensano».
Terni Anche Terni ha risposto all’invito rivolto ai responsabili delle moschee, gli imam e i fedeli musulmani a recarsi il 31 luglio a Messa nella chiesa più vicina, per esprimere solidarietà e cordoglio dopo l’uccisione di padre Jacques Hamel, avvenuta mentre celebrava l’eucarestia nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Normandia.
In chiesa Alla celebrazione domenicale nella chiesa del ‘Sacro cuore di Maria’ a Campomicciolo, che è stata presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese, sono intervenuti l’imam della moschea di Terni, Elachmi Mimoun e alcuni membri della locale comunità islamica per partecipare alla celebrazione ed esprimere la loro solidarietà. All’inizio prendendo la parola l’imam ha espresso le proprie condoglianze alla comunità cristiana per quanto accaduto nella chiesa cattolica francese, esprimendo la solidarietà e vicinanza con i fratelli cristiani e riaffermando in modo particolare che i musulmani non sono per la violenza e la guerra e che la loro religione è una religione di pace.
Il Papa Dopo la liturgia della Parola è stata letta dal parroco don Angelo D’Andrea la preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo pronunciata da Papa Francesco nella basilica di San Francesco a Cracovia il 30 luglio: «Tocca i cuori dei terroristi, affinché riconoscano il male delle loro azioni e tornino sulla via della pace e del bene, del rispetto per la vita e della dignità di ogni uomo, indipendentemente dalla religione, dalla provenienza, dalla ricchezza o dalla povertà».

Il vescovo Oggi, dice padre Giuseppe Piemontese, «abbiamo condiviso la misericordia, il perdono l’impegno per la concordia, è questo un passo verso la pace che è dono di Dio, ma anche impegno umano. Un’iniziativa che ho accolto con gratitudine, un fatto straordinario che indica con chiarezza che anche i responsabili delle comunità islamiche danno un segno a favore della pace e della concordia. Mi auguro che questo contribuisca a diffondere la cultura della convivenza pacifica e della fraternità e del rispetto reciproco. Molto spesso ci vogliono far credere che le guerre nascono nel nome di Dio, quando invece le guerre nascono per il dio denaro. Ovunque ci sono ingiustizie e focolai di guerre esse nascono a causa del potere e del denaro».
I doni Tra il vescovo Piemontese e l’imam di Terni c’è stato uno scambio di doni: al vescovo è stato consegnato un volume del Corano in lingua araba e italiana, all’imam un quadro del ‘Cantico delle creature’ di San Francesco. Con un abbraccio fraterno tra il vescovo Piemontese e l’imam Mimoun si è conclusa la preghiera particolare di questa domenica che ha visto insieme nella stessa chiesa cristiani e musulmani.






