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Home » Calcio, Aic e medici contro gli allenamenti

Calcio, Aic e medici contro gli allenamenti

di Redattore
14 Marzo 2020
in Calcio, Coronavirus, In evidenza, Sport
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Assemblea in videoconferenza per serie A e serie B per discutere in particolare della ripresa degli allenamenti, visto che di riprendere le competizioni agonistiche al momento non se ne parla e pure la scadenza del 3 aprile appare al momento a dir poco ottimistica.

Come finire i campionati

Sul tema calendari i presidenti sembrano concordi: per consentire la regolare conclusione dei vari tornei, si può posticipare al massimo di un mese, riprendendo quindi il 5 maggio. Oltre, non sarebbe possibile lo svolgimento di tutte le partite e bisognerà riformulare una soluzione. Ma è un problema che è di là da venire: si aspetta di capire quando finalmente la curva dei contagi comincerà a scendere. Il dibattito, in questi giorni, è concentrato più che altro sugli allenamenti: se e quando riprenderli

Aic: «Società irresponsabili»

Sul tema c’è stata una dura presa di posizione dell’associazione italiana calciatori contro le società che convocano i calciatori in sede anziché lasciarli a casa, come prevede il decreto. Un comportamento che il sindacato degli atleti definisce ‘scriteriato e fuori dal contesto nazionale’. «Se i club convocano oggi in Italia calciatori per il solo fatto di controllare la presenza di febbre o meno, costringendoli a muoversi da casa, incontrare persone, frequentare ambienti per ottenere un dato facilmente comunicabile per telefono, è un atto vergognosamente irresponsabile nei confronti delle tante persone costrette a muoversi e a lavorare per consentirci un minimo di servizi necessari. Ed è inoltre offensivo nei confronti di quanti sono in prima linea, medici, infermieri e personale sanitario, che ci implorano di rimanere a casa. Le società – prosegue la dura nota – devono spiegare quale sia l’interesse nazionale di tenere in forma atleti ed atlete che nella migliore delle ipotesi non riprenderanno l’attività prima di metà aprile».

I medici: «Prolungare lo stop»

Sul tema hanno parlato anche i medici sportivi e anche loro sono sulla stessa lunghezza d’onda: «In considerazione della grave evoluzione dell’infezione Covid 19 nel mondo, vista l’emergente diffusione dei contagi anche all’interno del calcio e del personale sanitario a esso dedicato e del progressivo aggravamento della situazione che sta coinvolgendo il sistema sanitario nazionale, i medici esprimono forte preoccupazione circa la tutela della salute dei tesserati qualora venissero ripresi a breve gli allenamenti e promosse altre attività di aggregazione. Pertanto, in modo unanime, i medici consigliano di non riprendere l’attività fino a netto miglioramento dell’emergenza Covid 19».

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Intanto, parlando ai quotidiani, il presidente Massimiliano Santopadre, ha applaudito alla scelta di fermare tutto, ma al tempo stesso ha sottolineato come, con lo stop, le società ci stanno perdendo – e tanto – e il governo dovrà farsi carico anche di queste perdite. Fra i biancorossi, ogni calciatore ha ricevuto dal preparatore un programma da seguire a casa, perché non rimangano fermi del tutto. Ma intanto per lunedì ancora non si sa come ci si muoverà.

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