Nonostante il calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali, i prezzi dei carburanti continuano a restare elevati, anche in Umbria. A evidenziarlo è un’analisi pubblicata da ‘Il Messaggero Umbria‘ a firma di Fabio Nucci, che mette in luce uno scollamento sempre più evidente tra andamento delle materie prime e listini alla pompa.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, «il petrolio scende sui mercati internazionali, ma i prezzi alla pompa non seguono la stessa direzione», una dinamica che interessa anche il territorio regionale. Pur restando tra le aree meno care d’Italia, l’Umbria registra infatti aumenti significativi nel breve periodo, con rincari particolarmente marcati sul gasolio. Emblematico il caso di Terni, dove il diesel servito – si legge – ha toccato incrementi fino al 29%.
L’analisi si inserisce nel dibattito nazionale sul caro carburanti, rilanciato anche dall’Unione nazionale consumatori che parla di una situazione ancora squilibrata dopo la proroga del taglio delle accise. L’associazione definisce infatti la misura un «taglio inadeguato», sottolineando come i prezzi restino elevati, con medie che in diverse regioni sfiorano o superano i 2,1 euro al litro.
In questo contesto, l’Umbria mantiene comunque un profilo relativamente ‘virtuoso’. I dati più recenti indicano prezzi medi self service pari a circa 2,087 euro al litro per il diesel e 1,757 euro per la benzina. Nonostante ciò, il peso degli aumenti si fa sentire: su un pieno da 50 litri si registrano rincari rispettivamente di 95 e 40 centesimi.
Il nodo principale resta però la lentezza con cui i ribassi delle quotazioni petrolifere si trasferiscono sui prezzi finali. Come evidenzia ancora l’articolo, si tratta di «un ritardo che pesa direttamente sui consumatori». I dati confermano questa tendenza: rispetto a dicembre, in Umbria la benzina self service è aumentata del 3,3%, mentre il gasolio ha segnato un +19,6%. Su base annua, la benzina mostra un lieve calo, ma il diesel resta più caro del 24%.
A livello locale, i rilevamenti nelle città di Perugia e Terni confermano rincari diffusi su tutte le tipologie di carburante. Nei distributori delle grandi compagnie, il servizio alla pompa comporta costi sensibilmente più elevati, con il gasolio che in alcuni casi supera i 2,40 euro al litro e la benzina che si avvicina ai 2,20 euro.
Le cosiddette ‘pompe bianche’ continuano invece a offrire prezzi più contenuti, attirando un numero crescente di automobilisti. Il risparmio può essere significativo: per un pieno medio da 37 litri si stimano differenze tra i 9 e gli 11 euro rispetto ai distributori tradizionali.
Il confronto con i dati di fine anno fotografa un trend in netta crescita, soprattutto per il diesel. A Perugia il prezzo del gasolio servito è aumentato del 25%, mentre a Terni ha sfiorato il +30%. Anche il self service registra rincari consistenti, superiori al 23% in entrambe le città. Non va meglio per i carburanti alternativi. Il gpl ha registrato aumenti a doppia cifra rispetto a dicembre, mentre il metano per autotrazione ha visto rincari più contenuti a Perugia (+3,7%) ma molto più marcati a Terni, dove si arriva al +21%.
In sintesi, come emerge dall’analisi de ‘Il Messaggero Umbria‘, il quadro resta complesso: prezzi ancora elevati, aumenti recenti significativi e un ritardo strutturale nel trasferimento dei cali del petrolio ai consumatori finali. Un mix che continua a pesare su famiglie e imprese, anche in una regione che, numeri alla mano, resta tra le meno care d’Italia.
Caro-gasolio anche prima della guerra in Iran: il perché
A pesare sul gasolio è soprattutto uno squilibrio tra domanda e offerta: oltre a essere utilizzato nei trasporti e nell’industria, il diesel ha risentito della riduzione delle forniture dalla Russia e di una capacità di raffinazione limitata in Europa. Un mix di fattori che ne ha spinto i prezzi più in alto rispetto alla benzina, fino al sorpasso registrato negli ultimi mesi.
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