di S.F.
C’è qualcosa da chiarire per bene in Comune a Terni in questa fase. O almeno, vedendo quanto accaduto lunedì mattina, l’impressione è questa: lungo confronto tra il sindaco Stefano Bandecchi, l’assessore al bilancio Michela Bordoni e la dirigente alle risorse finanziarie Grazia Marcucci in due fasi, fuori e dentro palazzo Spada. Spunta una problematica legata ai pullman per il trasporto scolastico.
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Documenti in mano, i tre si sono confrontati per circa dieci minuti nel parcheggio di palazzo Pierfelici prima del consiglio comunale e successivamente – durante la discussione sul Dup – in aula consiliare per altri venti minuti. L’argomento, evidentemente, è rilevante. Il primo cittadino, a precisa richiesta al termine del consiglio, ha bypassato il tutto con una battuta. In aula invece, nel corso della replica alle opposizioni sul documento unico di programmazione, ha tirato fuori un paio di argomenti.
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«Abbiamo sanato il fallimento del PD e di chi comandava, ora stiamo gestendo i vostri guai», le sue parole. «Nessuna banca italiana dà a questo Comune un mutuo ed è colpa della sinistra che è ‘fallita’ e della destra che non ha risanato. Il fondo del sindaco (l’accantonamento, ndr) è finito, in realtà era un fondo di riserva». Poi la novità: «Abbiamo perso una causa avviata dalla sinistra, ci dice che i pullman per le scuole vanno pagati 250 mila euro in più l’anno. E per il 2026 manca questa cifra per portare i bambini a scuola, arrivata ora. Non fatta da noi. Ora ci becchiamo le conseguenze. E devo convincere un ministro che ciò che sto facendo è regolare, ma nel contempo devo coprire 320 mila euro. Poi – ha chiuso – ci sono 210 mila euro di un errore che non veniva fuori da anni, siamo a 700 mila euro. Diventate seri signori, sennò è demagogia. Io so dire cazzate meglio di voi», la battuta finale. Non resta che attendere eventuali sviluppi.
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