di Giovanni Cardarello
L’emergenza chironomidi continua a creare pesanti disagi alle attività turistiche del lago Trasimeno e approda anche in consiglio regionale, dove il consigliere regionale Matteo Giambartolomei (FdI) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata chiedendo interventi urgenti e ristori per le imprese del territorio.
Secondo il consigliere, la massiccia proliferazione degli insetti ha provocato chiusure anticipate di locali e un sensibile calo dei fatturati proprio nel pieno della stagione estiva. Alla richiesta di un piano straordinario ha risposto l’assessore regionale Simona Meloni, che ha illustrato le misure adottate dalla Regione e i vincoli imposti dalla normativa europea.
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Clima e confronto con il lago Balaton
Meloni ha spiegato che il fenomeno è aggravato dai mutamenti climatici. La prolungata siccità e il basso livello idrometrico del Trasimeno favoriscono infatti la proliferazione dei chironomidi. Una situazione che, ha ricordato, interessa anche il lago Balaton, in Ungheria, uno dei maggiori laghi poco profondi d’Europa, con il quale la Regione mantiene un confronto costante sulle strategie di contenimento.
Gli interventi e i limiti della normativa europea
L’assessore ha quindi ricordato gli interventi già effettuati. Dopo i sette trattamenti eseguiti nel 2025, nella stagione estiva in corso sono già stati effettuati sei interventi larvicidi biologici con cadenza quindicinale. Per rafforzare l’azione di contrasto, la frequenza dei trattamenti diventerà ora settimanale. I tecnici devono però confrontarsi con il regolamento europeo del 2012, che ha ridotto le molecole utilizzabili nelle aree protette e abbassato il quantitativo massimo autorizzato da 5 mila a 2 mila litri, fissando inoltre un limite complessivo di otto trattamenti. Per questo la Regione sta rimodulando le miscele e riducendo i quantitativi impiegati nei singoli interventi. Sul fronte della cattura fisica degli insetti, l’impianto ‘Isola B’ ha già intercettato circa 40 milioni di esemplari dall’inizio dell’anno, dopo i 30 milioni registrati nel corso del 2025.
Nuove sperimentazioni e ipotesi ristori
Proseguono anche le sperimentazioni sulle fonti luminose. A Passignano sul Trasimeno è in corso un test con lampade a luce rossa, la cui installazione richiede però l’integrazione con la normativa sulla sicurezza stradale. Lungo i pontili sono inoltre operative 150 lampade Tofolamp, mentre è prevista a breve una sperimentazione con illuminazione a luce gialla nei lungolago di San Feliciano, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago.
Sul piano amministrativo, la Regione sta valutando, insieme all’Unione dei Comuni del Trasimeno, un’ordinanza d’urgenza per consentire interventi lungo i lungolago. Un tecnico regionale è al Ministero per verificarne la fattibilità. Quanto ai ristori economici, la giunta valuterà l’impatto della situazione sui fatturati delle attività interessate, collegandolo al sistema emergenziale del bacino.
Giambartolomei: «Risposta non soddisfacente»
Giambartolomei si è dichiarato insoddisfatto della risposta ricevuta. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha sostenuto che un’invasione di queste proporzioni non si registrava dal 2007, mettendo in dubbio l’efficacia dei trattamenti con cadenza quindicinale e sostenendo che le lampade Tofolamp attualmente in funzione sarebbero meno di trenta. Ha infine sollecitato interventi immediati nelle aree di acqua bassa e il taglio dei canneti.






