Chi si aspettava – pochi – l’annuncio della soluzione che avrebbe consentito di estendere subito i benefici fiscali della Zes Unica, la Zona Economica Speciale allargata dal Governo Meloni ad Umbria e Marche, a tutti i 92 comuni umbri, non solo i 37 per cui la misura è oggi prevista, è rimasto forse deluso. Ma ci ha pensato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alle politiche per il Sud, Luigi Sbarra, a ricordare a tutti i presenti – circa duecento persone fra istituzioni e imprese – perché bisogna «accogliere questo giorno come un momento di festa», ricordando i potenziali effetti positivi in termini di investimenti e nuova occupazione. In una parola: sviluppo.
Sbarra è intervenuto martedì mattina al convegno che Confindustria Umbria, con il suo nuovo presidente Giammarco Urbani, ha organizzato al Garden di Terni e intitolato ‘Zes Unica e competitività territoriale: quali scenari per l’Umbria’. Il sottosegretario ha rimarcato non solo il ‘cambio di passo’ dal 2023 (la Zes nasce nel 2017 ma per qualche anno è stata limitata a poche aree e non ha prodotto risultati tangibili) che «vede oggi il meridione crescere con ritmi superiori a tutto il resto d’Italia». Ma anche i benefici in termini di semplificazione: «Il procedimento unico e l’autorizzazione unica che oggi sono disponibili per tutti e che fanno uscire le imprese dalla palude della burocrazia».
E poi i vantaggi fiscali, discussi perché limitati a poco più di un terzo dei comuni umbri, rappresentati dal credito di imposta riconosciuto direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Sul tema, Sbarra ha osservato che «il fatto che sia riconosciuto solo ad una parte del territorio, non accade soltanto in Umbria. Ed è un tema gia sollevato qualche anno fa e che dai territori è ‘salito’, fino a sostenere un negoziato con l’Unione Europea che ha una ‘carta degli aiuti a finalità regionali’ che alza paletti precisi».
Precisiamo: Confindustria Umbria con il presidente Urbani e la Regione Umbria con l’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti hanno espresso «gratitudine al Governo per l’importante decisione», senza se e senza ma. E il numero uno di Confindustria, sull’estensione dei benefici fiscali Zes a tutta l’Umbria, ha avanzato una proposta: «Sappiamo che il dialogo Regione-Governo è in corso. Nel frattempo sarebbe importante prevedere una misura regionale-ponte che possa garantire, attraverso i fondi della nuova riprogrammazione, il sostegno a quelle aziende al momento non comprese fra i 37 comuni interessati». ‘Palla’ finita sul campo della Regione e che l’assessore De Rebotti ha invitato a valutare, come tutte le possibili soluzioni, «con serietà e serenità. Lo sforzo va fatto – ha precisato – ma da tutte le Regioni in un quadro di co-progettazione e collaborazioni, a prescindere dalle appartenenze politiche. La Zes è per noi, oltre che un’opportunità, anche una ‘grande palestra’ che accompagna la riprogrammazione che stiamo definendo come Regione».
Infine il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, ha definito la Zes come «un mezzo atteso da anni per dare più competitività e lavoro al territorio. Purtroppo – ha aggiunto – solo 37 comuni umbri possono accedere oggi agli incentivi fiscali: non dipende dal provvedimento che estende la Zes ma dalle regole europee del 2021. La Regione Umbria nel 2021 ha operato correttamente e il Governo Meloni nel 2025 ha finalmente colmato una disparità, includendo Umbria e Marche nella Zes Unica, con tutti i benefici che ne conseguono».
VIDEO – INTERVISTA A LUIGI SBARRA
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