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Home » Ospedale di Terni, Riabilitazione bloccata

Ospedale di Terni, Riabilitazione bloccata

di Marco Torricelli
3 Giugno 2016
in Altre notizie, Ambiente e salute, Attualità, Politica
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
Una delle stanze mai utilizzate

Una delle stanze mai utilizzate

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Quando lo inaugurarono – il 18 dicembre dello scorso anno – fu una specie di festa. La nuova ‘Riabilitazione intensiva neurologica’ venne presentata come «il completamento del percorso terapeutico-assistenziale intraospedaliero dei pazienti affetti da esiti di gravi cerebrolesioni acquisite – di origine traumatica o di altra natura – che necessitano di interventi valutativi e terapeutici non erogabili in altre strutture di riabilitazione intensiva». Insomma, una roba importante. Tanto che la responsabile, la dottoressa Maria Assunta Massetti ne era giustamente orgogliosa.

L’INTERVISTA ALLA DOTTORESSA MASSETTI – IL VIDEO

Il reparto Collocato al quarto piano «per favorire l’ottimale integrazione funzionale con i reparti di neurologia e neurochirurgia – aveva spiegato la dottoressa Massetti – la struttura è dotata di 10 posti letto, con previsione di altri tre, distribuiti in quattro stanze di degenza. La struttura sarà strettamente raccordata con i reparti di cura intensiva sia per fornire consulenza immediatamente dopo l’evento acuto e durante le fasi di ricovero in rianimazione e neurochirurgia, neurologia e in altri reparti, sia per garantire una tempestiva accoglienza del soggetto cerebroleso una volta stabilizzato».

Il taglio del nastro
Il taglio del nastro

Tutti entusiasti Il vicesindaco, Francesca Malafoglia, aveva parlato di «azienda ospedaliera di Terni sempre più all’avanguardia e ricca di nuove tecnologie». L’assessore regionale alla sanità di allora, Luca Barberini (ancora filava tutto liscio in giunta, poi sarebbe successo il pateracchio) di come «l’Umbria sia tra le tre Regioni ‘benchmark’, ovvero quelle Regioni che rispettano equilibri economici, mantenendo alti i livelli dei servizi». La presidente della Regione, Catiuscia Marini, del fatto che «siamo al termine di un triennio per il quale l’impostazione della programmazione merita un riconoscimento da parte nostra». Questo cinque mesi e mezzo fa.

Reparto vuoto  Tolto il nastro usato per l’inaugurazione, partite le autorità, fatte le foto di rito, uno pensava che quel gioiello di reparto iniziasse subito a fare il lavoro per cui era stato realizzato: rimettere in condizione di vivere una vita decente un po’ di gente. Macché: lì dentro non è mai entrato un solo paziente. Tutto è rimasto – con presìdi tecnologici ultramoderni, fatti arrivare pure dall’estero – come allora. Vuoto. E una riabilitazione che non riabilita non è solo uno spreco di soldi pubblici: è una specie di bestemmia.

Il reparto
Il reparto

I rinvii Per un po’ si era parlato della possibilità di aprire il reparto nel mese di aprile, ma poi non se ne era fatto nulla. C’erano problemi di personale – lì serve gente preparata, perché il lavoro è delicato sul serio – e in ospedale si lavora già sotto organico. Quindi le porte sono rimaste chiuse e i pazienti che avrebbero potuto (dovuto?) usufruirne sono stati spediti in altre strutture, fuori città. Nelle ultime settimane una voce: «Si apre il 6 giugno», tanto che erano anche apparsi dei fogli, accanto ai lettori di badge che registrano le presenze, nei quali si invitava il personale ausiliario a candidarsi per andarci a lavorare.

Le ferie Ma era un ‘falso allarme’: nell’ultimo vertice tra il direttore generale Dal Maso e i sindacati si è deciso di rinviare tutto a dopo l’estate, visto che sta per iniziare il periodo critico delle ferie e, siccome si lavora sotto organico, bisogna ottimizzare l’utilizzo del personale. Se uno deve essere riabilitato, per le terapie farà com’è successo fino ad oggi: andrà altrove. Con tutto quel ben di Dio che resterà lì a prendere polvere.

La storia della Neuroriabilitazione Quella della Riabilitazione intensiva neurologica, peraltro, è una storia lunga, che parte dal 2009. E Gianfranco Colasanti, il presidente di Unmil, ha voluto raccontarla a umbriaOn. «Era, appunto, il 2009 quando, per volontà di più soggetti, era nata l’idea di smantellare il servizio di riabilitazione del nostro ospedale. Appena ho saputo che il progetto era quello di eliminare la piscina per la riabilitazione per costruire un asilo nido in accordo con la ThyssenKrupp, ho occupato la portineria dell’ospedale per due notti e tre giorni, manifestando contro la Regione, il Comune, i sindacati, l’azienda sanitaria e la ThyssenKrupp. Fortunatamente sono riuscito a fermarli e il progetto non è andato in porto». Nel giugno 2010 «sono riuscito a ottenere un incontro con quello che allora era l’assessore regionale alla sanità, Vincenzo Riommi. L’assessore capì al volo che mantenere la piscina e creare un reparto dedicato era una cosa saggia».

TUTTA LA STORIA DELLA NEURORIABILITAZIONE – L’INTERVISTA A GIANFRANCO COLASANTI

Il retroscena Ma poi ci si ritrova nella situazione attuale e, in tutto questo, c’è anche un altro particolare – tutt’altro che trascurabile – da non dimenticare: per avviare il reparto di ‘Riabilitazione intensiva neurologica’ si era pensato di spostare cinque persone dal pronto soccorso e di sostituirle con personale esterno – dipendenti di cooperative, presumibilmente – e questo ha provocato il crescere di una tensione interna che è già a livelli decisamente elevati.

La lettera
La lettera

L’avvertimento Anche perché la direzione dell’Azienda ospedaliera ha fatto circolare – tra il personale – una nota ufficiale nella quale si legge che «è venuta a conoscenza dell’esistenza di un profilo Facebook nel quale vengono riprodotti i nome ed ii logo dell’Azienda senza che ciò sia mai stato dalla stessa autorizzato. In considerazione della gravità di tali fatti l’Azienda, nel prendere le distanze da tale iniziativa e da quanto pubblicato nel suddetto sito, invita tutti i dipendenti nel rispetto del Codice di Comportamento, a prestare la dovuta attenzione nonché a tener conto delle possibili conseguenze che dall’accesso a detto profilo potrebbero derivare. La Direzione aziendale, per tutelare la propria immagine e quella dei propri dipendenti si riserva di attivare tutte le azioni che riterrà opportune nelle sedi competenti».

La tensione E la rabbia cresce: «A Perugia assumono – dicono sottovoce al ‘Santa Maria’ – mentre qui c’è lo stallo nell’assegnazione dei posti messi a concorso e ci minacciano pure. Mentre i sindacati spacciano come una loro vittoria il rinvio dell’apertura del reparto di ‘Riabilitazione intensiva neurologica’ per la carenza di personale. E la prossima estate saremo costretti alla solita turnistica massacrante. Per poi sentir ripetere, un giorno sì e un altro pure, che siamo un polo all’avanguardia». Che però, è la denuncia: «Ha tenuto chiuso per due anni, sempre in quel quarto piano, il reparto dove si trovava ‘Ortopedia’, per poi riaprirlo per realizzarci un punto da riservare ai lungodegenti geriatrici, ma nel quale c’è un un numero decisamente insufficiente di presìdi importanti, tipo i collegamenti con la rete di erogazione dell’ossigeno, che in un reparto del genere sono indispensabili».

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