di Giovanni Cardarello
Il futuro della mobilità di Perugia ha un nome e una data. Si chiama ‘Unico Umbria’ e, come scrive ‘La Nazione‘, salvo slittamenti legati all’assegnazione della gara del Tpl, dovrebbe diventare realtà nel 2028.
La Regione Umbria, infatti, ha messo sul tavolo un nuovo sistema tariffario unico regionale che punta a semplificare la vita agli utenti con un solo biglietto valido su tutti i mezzi, dagli autobus al Minimetrò. Ma dietro la promessa di modernità, il Comune di Perugia ha scovato incognite pesanti e rincari che faranno discutere.
Biglietti: la ‘tassa’ sul capoluogo
L’impatto più duro per i cittadini riguarda il biglietto di corsa semplice. Rispetto alla tariffa attuale (1,50 euro), dal 2028 la base salirà a 1,60 euro. Tuttavia, per chi si muove a Perugia è previsto il ‘supplemento capoluogo’ di 0,20 euro, una sorta di extra che porterà il costo finale del singolo ticket a 1,80 euro. Un aumento, scrive sempre ‘La Nazione‘, che si riflette inevitabilmente anche sui carnet: il multiviaggi da 10 corse passerà dagli attuali 12,90 euro a un totale di 15,80 euro.
Abbonamenti: il paradosso dei prezzi
Il nuovo piano tariffario sembra voler giocare a «togliere a chi usa il mezzo saltuariamente per dare a chi lo usa sempre», ma con alcune contraddizioni sociali evidenti. Se siete pendolari abituali, scrive Michele Nucci sul quotidiano, il portafoglio potrebbe effettivamente respirare. L’abbonamento mensile ordinario subirà un taglio incoraggiante, scendendo dai 55 euro attuali a 49 euro (supplemento compreso). Una sforbiciata che punta a premiare chi sceglie il mezzo pubblico ogni giorno per andare al lavoro.
Ma la musica cambia drasticamente per i nonni della città. Per chi ha superato i 65 anni, il risparmio svanisce per lasciare spazio a un rincaro netto e doloroso: l’abbonamento mensile Over 65 passerà dai 31 euro di oggi a ben 42,50 euro. Un salto di oltre 11 euro che peserà sui budget dei pensionati. Anche l’annuale ordinario subirà un leggero ritocco verso l’alto, assestandosi a 405 euro rispetto ai 398 attuali.
L’allarme: il Minimetrò rischia il ‘buco’
Il documento, finora mai emerso e analizzato dai tecnici comunali, sottolinea ‘La Nazione‘, agita palazzo dei Priori soprattutto sul fronte della sostenibilità economica. Il timore è che il piano della Regione Umbria non tenga conto delle reali necessità del Minimetrò: il rischio è un buco di bilancio che potrebbe superare i 3 milioni di euro l’anno tra il 2028 e il 2031. Per questo il Comune chiede garanzie precise e pretende che il ‘supplemento capoluogo’ non finisca tutto nelle casse dei bus, ma venga diviso equamente per sostenere anche il sistema a fune.
Novità e agevolazioni
Tra le pieghe del nuovo piano spuntano comunque alcune note positive: un’unica tariffa ridotta per studenti e categorie protette, nuovi abbonamenti settimanali e sconti per le famiglie. Sarà introdotta anche la possibilità di pagare l’annuale a rate, anche se il Comune avverte: la soglia prevista rischia di escludere proprio le fasce più fragili. La rivoluzione è agli albori, ma la strada per Perugia sembra decisamente in salita.






