di Giovanni Cardarello
«Il piano rifiuti dell’assessore De Luca produrrà solo il collasso delle discariche esistenti e una impennata del costo della Tari per famiglie e imprese. Il resto è solo aria fritta»: L’attacco politico è dei consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tesei Presidente – Umbria Civica).

«Il tono trionfalistico della giunta regionale – affermano gli esponenti della minoranza- stride con la realtà dei fatti, mentre l’assessore all’ambiente De Luca vuol far credere di aver risolto il problema dei rifiuti con delle linee guida e con un disegno di legge. Altro che ‘passo decisivo’ – proseguono – siamo di fronte all’ennesimo esercizio di propaganda, privo di basi concrete e destinato a scaricare costi sempre più pesanti sugli umbri. Dietro gli slogan sull’economia circolare e la sostenibilità si nasconde un piano fumoso, senza una reale strategia industriale e, soprattutto, senza una visione credibile su come gestire i rifiuti umbri».
Per Melasecche, Tesei, Pace, Agabiti, Giambartolomei, Romizi, Pernazza e Arcudi, «dopo mesi di annunci roboanti e promesse elettorali, la giunta presenta un progetto che nei fatti si tradurrà in un aumento sconsiderato della Tari, già previsto per quest’anno nella misura dell’8%, e nell’esaurimento delle discariche esistenti entro 3-4 anni. Altro che risparmi, i costi di gestione continueranno a crescere e saranno, come sempre, famiglie e imprese a pagare il conto. Un aumento che si inserisce in un quadro già pesantissimo, segnato dalle scelte della sinistra di alzare la pressione fiscale, a partire da Irpef e Irap».
«Quando la Giunta parla di innovazione – proseguono i consiglieri regionali di opposizione – e guarda a modelli teorici e futuristici, come la trasformazione dei rifiuti in idrogeno, evita di dire la verità. Si tratta, infatti, di tecnologie che al momento esistono solo a livello teorico sperimentale e che per essere pienamente operative su scala industriale, richiederanno almeno dieci anni. Nel frattempo cosa accadrà? Con un ritmo di conferimento in discarica che oscilla tra le 150 e le 180 mila tonnellate l’anno, nel giro di tre anni le discariche umbre saranno sature e quindi andranno inevitabilmente ampliate. E, come sempre, il conto arriverà puntuale nel peggioramento delle condizioni ambientali e nell’aumento delle bollette Tari».
«Tutto ciò – osservano gli esponenti del centrodestra – è ancora più grave se si considera che esisteva già un percorso concreto e immediatamente attuabile per chiudere il ciclo dei rifiuti. Il piano predisposto nella precedente legislatura di centrodestra prevedeva la realizzazione di un termovalorizzatore: una scelta pragmatica, sostenuta anche dallo stesso Partito Democratico, che avrebbe consentito di ridurre drasticamente il ricorso alle discariche, evitare il loro collasso e abbattere i costi di gestione, con conseguenti benefici diretti sulle tariffe. Quella scelta è stata cancellata, senza alcun confronto serio, nei primi atti della nuova maggioranza, per inseguire una visione ideologica estremista che rifiuta qualsiasi soluzione strutturale. Sulla gestione dei rifiuti – concludono i consiglieri di minoranza – serve una politica basata su impianti efficienti, innovazione vera e sostenibilità economica, non su annunci e ideologia. La giunta regionale, invece, sta dimostrando di non avere né una strategia né la capacità di governare una materia così complessa. Ed ecco che, ancora una volta, i cittadini saranno costretti a pagare a caro prezzo l’incompetenza della sinistra».
La replica della maggioranza non si fa attendere. «L’Umbria esce finalmente dalla logica dell’emergenza per trasformarsi in un ecosistema industriale di crescita», affermano i capigruppo di maggioranza in consiglio regionale, Cristian Betti (Pd), Luca Simonetti (M5S), Fabrizio Ricci (AVS) e Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp), blindano il nuovo disegno di legge ‘Umbria Circolare’ e le linee guida per l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti presentati dalla giunta. Un passaggio che segna, nelle parole della coalizione di governo, una netta rottura con il recente passato.

Il punto più caldo del confronto riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti che sta pesando sulle tasche degli umbri. La maggioranza rispedisce al mittente le accuse della minoranza di centrodestra: «È bizzarro vedere Tesei, Melasecche e Agabiti urlare all’emergenza che loro stessi hanno creato. I calcoli della Tari seguono il metodo Arera (MTR-2), basato sui costi certificati di due anni prima. Questo significa che le tariffe del 2026 sono il frutto della loro gestione del 2024. Gli aumenti attuali portano la loro firma indelebile».
Secondo i capigruppo, la precedente amministrazione avrebbe deliberato nell’estate 2024 l’ingresso di 50 mila tonnellate extra di rifiuti speciali da fuori regione, in contrasto con la pianificazione allora vigente: «Hanno trasformato l’Umbria nella pattumiera d’Italia per favorire aziende extra-regionali, svendendo le nostre riserve strategiche».

A sostegno della nuova strategia targata assessore De Luca, la maggioranza snocciola i dati relativi al 2025: i conferimenti in discarica sarebbero scesi del 23% in un solo anno, passando dalle 225.199 tonnellate dell’era centrodestra alle attuali 174.139. Significativo anche il taglio dei rifiuti speciali da fuori regione, passati da 47 mila a 22 mila tonnellate.
Il nuovo piano archivia definitivamente l’idea del termovalorizzatore: «Mentre il centrodestra guardava al passato con un inceneritore obsoleto e un debito da 200 milioni che avrebbe affossato la regione, noi puntiamo all’80% di raccolta differenziata e al 65% di riciclo effettivo entro il 2030». L’obiettivo dichiarato è l’introduzione di un metodo tariffario che premi i comportamenti virtuosi. «La stagione degli sprechi è finita – concludono Betti, Simonetti, Ricci e Tagliaferri -. Il futuro dell’Umbria non sarà ridotto in cenere, ma costruito sulla sostenibilità e sulla competenza».
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