Taric Terni, alza la voce anche la Usl Umbria 2

L’azienda sanitaria locale riceve il conguaglio, paga e si lamenta con Comuni e Auri. Mirino su aumenti e ritiri: «Evidente la sperequazione rispetto all’anno precedente»

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di S.F.

Terni e la Taric, le lamentele non sono mancate negli ultimi mesi per gli aumenti. Ora alla vicenda si aggiunge una storia – le cifre in ballo non sono alte, però la provenienza è di ‘peso’ – curiosa che coinvolge la Usl Umbria 2: l’azienda sanitaria locale si è vista recapitare il conguaglio e ha pagato, come giusto che sia. Ma in via Bramante non sono proprio felici in merito.

TERNI: PEF, TARIC, AUMENTI E RIDUZIONI 2022

L’avviso e il casus belli. La Usl alza la voce

Asm lo scorso 2 febbraio ha trasmesso alla Usl 2 le fatture per dei gruppi appartamenti in via delle Ginestre e via Romagna per complessivi 227 euro: 159 di Taric, 5% per la Tefa e l’Iva a chiudere il cerchio. Motivo? Il conguaglio della tariffa corrispettiva dei rifiuti per il 2021 con applicazione della quota fissa e di quella variabile riguardante i conferimenti minimi di indifferenziato. Bene. In precedenza la stessa Usl aveva scritto ad alcuni Comuni (Terni ed Arrone), Asm ed Auri per far presente un paio di questioni. Era il 18 gennaio 2022: «Con riferimento all’articolo 14 della Taric, tenuto conto della natura pubblica dell’azienda, dell’articolazione in numerose sedi con caratteristiche strutturali estremamente diversificate, dei requisiti igienico-sanitarie delle stesse, nonché delle particolari modalità di svolgimento della raccolta rifiuti indifferenziati ed in misurazione degli stessi, si ritiene non gestibile l’applicazione della suddetta norma , con conseguente inesigibilità della quota variabile aggiuntiva. Si osserva, peraltro, che la scrivente azienda già sostiene costi considerevoli per lo smaltimento dei rifiuti speciali e per gli scarichi in pubblica fognatura». Non è finita qua.

IL NUOVO REGOLAMENTO TARIC POST MODIFICHE

Il maxi aumento ed i ritiri

Il 28 dicembre 2021 era arrivato invece l’avviso di pagamento Taric a conguaglio per 984 euro con un «incremento, rispetto al 2020 (310 euro) superiore al 300%. Codesto Comune, infatti, con deliberazione 30 del 28 luglio 2021 ha determinato la tariffazione Taric con effetto 1 luglio 2021, prevedendo un costo fisso per le utenze non domestiche, dell’intero Comune pari a 4.409,35 euro ed un costo a tariffa variabile base di 66.723,54 euro, basato quest’ultimo sui contenitori già presenti presso le utenze e su una quantità di ritiri minimi nell’anno 2021 di 40; fatti salvi ritiri aggiuntivi, pari a zero per la scrivente azienda». Si arriva al dunque: «Pur comprendendo lo spirito normativo, volto a sensibilizzare i cittadini nei confronti della raccolta differenziata, è evidente la sperequazione rispetto all’anno precedente, quantomeno nella prima fase di avvio della tariffa corrispettiva, ove l’incremento non è determinato da eventuali ritiri aggiuntivi, posto che quelli base sono stati quantificati nel numero di 40». Tutto ciò per giungere ad una serie di richieste rivolta agli enti coinvolti: annullare l’avviso di pagamento, tenere conto dell’attività di natura pubblica dell’azienda e dei «consistenti costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti speciali e di quelli soggetti precedentemente a Tari ed oggi a Taric».

IL PEF 2022 PER I RIFIUTI

Risposte, pagamento e adeguamento

Risultato? Zero a quanto pare. Lo dice lo stesso servizio patrimonio della Usl 2, diretto da Maria Luisa Morina: «Nessun ente ha risposto, salvo Asm Terni la quale ha comunicato di applicare i regolamenti adottati da Auri e dai Comuni. L’azienda, nel contempo, valuterà, comunque la dotazione dei contenitori presso le numerose sedi, per ottimizzare la raccolta dell’indifferenziato». Pagamento della fattura completato e storia finita. Forse. Il responsabile del procedimento è Luca Maria Taddei.

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