di Guido Verdecchia
consigliere comunale Gruppo Misto (di recente entrato in Forza Italia)
Ho letto con molta attenzione la risposta che gli uffici comunali (in allegato) mi hanno fornito sulla situazione, che rischia di degradare ulteriormente, della galleria di Corso Tacito. Dal punto di vista tecnico e burocratico, la risposta del dirigente Bedini è ineccepibile e lo ringrazio per la chiarezza: dal 1955 non esiste una convenzione di uso pubblico per quell’area. Quindi, per il Comune, la manutenzione spetta solo ai condomini e bastano i regolamenti vigenti per risolvere il ‘lamentato inconveniente’. Carte alla mano, il Comune ha ragione. Ma la politica non si fa solo con le carte e i timbri.

Quando ho scelto di sedere a palazzo Spada, l’ho fatto con una convinzione che ho già espresso in passato e che ribadisco oggi: il mio mandato appartiene in primo luogo ai cittadini ed è a loro che dobbiamo rispondere. Io non mi riconosco in questo modo di fare che si nasconde dietro la burocrazia per girare la testa dall’altra parte. Derubricare il degrado, i bivacchi e la desertificazione commerciale a un semplice ‘problema di condominio’ è politicamente inaccettabile.
Non si può dire a quei commercianti, che resistono con i denti in Galleria – penso alla storica bottega di acconciature che continua coraggiosamente a lavorare circondata da saracinesche abbassate, e agli altri condomini di arrangiarsi da soli. Lasciare un’emergenza sociale ed economica unicamente sulle spalle dei proprietari significa condannare quell’area a diventare un buco nero in pieno centro. L’amministrazione ha il dovere di affiancare i privati, non di isolarli. Ed è lo stesso incomprensibile isolamento che questa giunta ha riservato al tema della Ztl.

I commercianti sono scesi in strada, hanno raccolto le firme per chiedere disperatamente di far respirare le loro attività. Li ho ascoltati e da quel confronto è nato il mio emendamento al Documento unico di programmazione che ho protocollato l’11 dicembre 2025 (prot. n.0198641/2025). Chiedevo una cosa semplice e a costo zero, esattamente in linea con le richieste degli imprenditori: un ‘corridoio commerciale’ sperimentale, aprendo il transito su Via Primo Maggio dalle 08:00 alle 20:30. La maggioranza lo ha bocciato senza appello.
Noi non ci rassegniamo a questo declino e all’arroganza di chi non ascolta la città. Insieme alla segreteria cittadina di Forza Italia stiamo mettendo a punto un pacchetto di interventi che porteremo all’attenzione del consiglio comunale.
Chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di crisi per la galleria, dove il Comune si faccia garante e supporto della proprietà. Proporremo l’utilizzo dei ‘Patti di collaborazione’ che consentano al Comune di istituire un fondo specifico e agevolazioni sui tributi locali per dare quegli spazi alle associazioni, agli artigiani e ai giovani per rialzare le serrande. Riaccendiamo le luci e togliamo fisicamente spazio al degrado. Infine, torneremo alla carica sull’apertura di via Primo Maggio. Continueremo a batterci, perché ogni volta che una vetrina si spegne nel silenzio delle istituzioni, Terni perde un pezzo del suo futuro e della sua sicurezza. E noi non abbiamo intenzione di restare a guardare.






