di S.F.
Durata massima della concessione fissata in 30 anni, subconcessione delle attività economiche di servizio al cittadino ammesse, un immobile (il numero 7 della planimetria) che sarà possibile assegnare anche al di fuori della procedura di concessione di valorizzazione e canone annuo a base d’asta fissato a quota 15 mila euro. Sono alcune delle condizioni approvate dal Comune di Terni per il bando legato agli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno e l’area di interesse archeologico industriale ex Enel. Un passaggio che fa seguito all’atto di indirizzo dello scorso marzo che, tra l’altro, indicava anche il project financing.
COSA ERA STATO PREVISTO NELLA DELIBERA DEL MARZO 2025: PROJECT

In ballo c’è la il complesso immobiliare da circa 150 mila metri di superficie complessiva (43 mila coperti) e volumetrie da 600 mila metri cubi. Ora palazzo Spada ha individuato i ‘paletti’ da mettere a base per la concessione di valorizzazione pluriennale. Come ad esempio il fatto che l’investimento verrà valutato su criteri qualitativi/quantitativi premianti per la riattivazione e gestione con diverse destinazioni possibili: attività produttive/industria/artigianato, direzionali/ricerca/formazione/sale riunioni/convegni/mostre/fiere, strutture museali/espostivie, artigianato di servizio, produzioni cinematografiche/spettacolo/innovazione tecnologica, attività alberghiere/paralberghiere/turistiche e sportive/ricreative.
L’UTILIZZO DEGLI EX STUDIOS IN ATTESA DEL RECUPERO

«Nel caso di offerta per gli immobili identificati nello schema planimetrico al numero 4 (teatri di posa) la destinazione proposta dovrà essere in prevalenza a studi cinematografici, prevedendo la possibilità di rendere idonei i locali per eventi aperti al pubblico», viene sottolineato nel documento. Inoltre «le proposte progettuali di recupero e rifunzionalizzazione potranno riguardare anche quota parte degli immobili del complesso». Gli interventi del futuro concessionario dovranno terminare entro quattro anni dal verbale di consegna, il 50% entro due con «obbligo di realizzazione di stralcio funzionale». Interessante.
EVA HENGER E GLI EX STUDIOS DI PAPIGNO

La manutenzione ordinaria e straordinaria sarà tutta in capo al concessionario. Da ricordare che c’è stato il tentativo di avere un bel po’ di milioni di euro con il bando pubblico ‘per la selezione di piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso’: se dovesse andare a buon fine, il Comune si «riserva di intervenire con la riqualificazione degli immobili del complesso». Per l’ex portineria l’eventuale aggiudicatario potrà rilocalizzare i mosaici con vincolo culturale in altro spazio. Chiaramente in accordo con la soprintendenza. Palazzo Spada poi si riserve la facoltà di utilizzare il complesso – anche tramite terzi – a titolo gratuito per trenta giorni l’anno.
2019, STUDIOS IN MANO AL COMUNE DI TERNI

L’aggiudicazione sarà definitiva solo nel caso di semaforo verde della soprintendenza e la pubblicazione dell’avviso di garà resterà per ben tre mesi. A firmare sono gli assessori al patrimonio Michela Bordoni e allo sviluppo economico Sergio Cardinali, più il dirigente al governo del territorio Federico Nannurelli. La delicata partita è in mano in primis al responsabile del procedimento, il funzionario con elevata qualificazione Angelo Baroni.






