di S.F.
‘Fuoco’ su Asm e Sii in consiglio comunale a Terni. E non solo. Lunedì mattina a palazzo Spada c’è stato il confronto su due atti legati alle partecipate, ovvero gli obiettivi di contenimento delle spese di funzionamento e la revisione ordinarie con relazione sullo stato di attuazione: ne è uscito un dibattito in particolar modo sulle due società legate al mondo Acea. Inutile sottolineare troppo che a scatenarsi è stato il sindaco Stefano Bandecchi.
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È stato il primo cittadino ad esporre il primo punto tra un attacco e l’altro. D’altronde la frase introduttiva è indicativa: «I dati del 2024? Benino, ma ‘falsi’. Nel 2025 sarà più vera». Curioso. In ogni caso nel mirino ci è finita di nuovo anche Terni Reti: «Fallita se non cominciamo a trovare cosa farle fare in futuro. Entro 4 anni fallirà senza una soluzione», le parole di Bandecchi. «Punto Zero? Non contiamo niente. La nostra presenza in Sviluppumbria è irrilevante, ciò che chiediamo viene ignorato e qui non ha sviluppato nulla». Su quest’ultimo fronte c’era stato lo scambio a distanza con il numero uno Sviluppumbria Luca Ferrucci di recente.
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Ma è su altro che c’è maggior attenzione: «Il Comune non conta niente su Asm e Sii. Le scelte fatte dalla vecchia giunta ed i patti parasociali danno massimo potere ad Acea con il 45%. Roma Capitale gestisce entrambe e male. È tutto un conflitto di interesse ma regolarmente gestito in base alla legge, è regolare. E noi abbiamo dato potere ad Acea di decidere ciò che vuole, on è un conflitto di interesse personale. Ma di Acea, noi – il riferimento all’operazione dell’ente sviluppata tra 2021 e 2022 – abbiamo acconsentito con i patti parasociali. Il presidente espresso dalla politica poco conta», il giudizio del primo cittadino. «Drammaticamente male il Sii», ha concluso Bandecchi.
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A parlare anche Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco, colui che ha innescato la discussione delle ultime settimane con l’interrogazione su Tiziana Buonfiglio), Raffaello Federighi (AP) e Marco Cecconi (FdI): «Il discorso Asm va affrontato perché i patti parasociali vanno rivisti. Ricordo che è una società a maggioranza pubblica. E l’azienda non porta a conoscenza dell’ente il piano industriale da tre anni. Terni Reti? Non ha professionalità ed esperienza per gestire alcuni servizi. Come ad esempio i servizi cimiteriali», l’esposizione del primo. «I patti parasociali non sostituisconio i diritti della proprietà. Consentire all’assise di evidenziare le problematiche con un percorso di indagine in commissione», lo spunto dell’esponente di Alternativa Popolare. Cecconi invece ha ricordato le difficoltà del centrodestra nel periodo 2018-2023 (dissesto compreso) e la necessità di rimettere mano ad «aziende decotte utilizzare come ‘poltronificio’». Gli atti sono stati poi approvati.
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