Dopo gli accertamenti svolti nell’intera giornata di lunedì, sono tornati mercoledì mattina gli esperti del Ris dei carabinieri – unitamente a personale del Nucleo investigativo di Terni – all’interno dell’abitazione di strada di Prisciano dove nella prima serata di venerdì 22 agosto è stato trovato il corpo senza vita del 59enne Andrea Fiorelli, ex maresciallo capo della Guardia di finanza.
Il personale del Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma è intervenuto di nuovo per completare il lavoro, concentrandosi sull’appartamento del 59enne, dopo aver svolto accertamenti – fra gli altri – sulla residenza della moglie e del figlio, sull’autovettura all’interno della quale è stata trovata la salma, sul garage che la custodiva e sulla motosega che avrebbe causato la ferita mortale. Nessun esame è invece previsto per l’appartamento dell’anziano padre di Andrea Fiorelli, ritenuto non di interesse investigativo e non sottoposto a sequestro.
Il corpo senza vita di Andrea Fiorelli è stato trovato nella sua auto – una station wagon con la chiave inserita nel quadro – sul sedile del conducente. Auto, come detto, posta nel garage seminterrato del piccolo complesso familiare. A breve distanza, a terra e con il cavo ancora collegato alla presa della corrente, la motosega elettrica che ha causato la profonda ferita nella parte anteriore del collo del 59enne, tale da provocare lo shock emorragico che lo ha ucciso.
Altri importanti elementi giungeranno dall’autopsia disposta dalla procura di Terni, nella persona del pm Raffaele Pesiri, con il conferimento dell’incarico fissato per mercoledì – i medici legali sono Massimo Lancia e Luca Tomassini – e l’esame vero e proprio previsto per il pomeriggio di giovedì presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale di Perugia, dove la salma è stata trasferita nella mattinata di martedì.
Restano due le ipotesi sul tavolo di chi indaga: suicidio oppure omicidio. Entrambe le letture non sarebbero state finora suffragate da elementi tali da far propendere chiaramente verso l’una o l’altra ipotesi. Solo un’analisi complessiva di tutti gli elementi acquisiti e in corso di acquisizione, potrà restituire un quadro più chiaro. Se le tensioni familiari sono finite all’attenzione dei carabinieri, lo stesso vale per lo stato di prostrazione – Andrea Fiorelli soffriva, fra l’altro, di problemi di salute che ne avevano causato il pensionamento anticipato – emerso anche da testimonianze, rispetto alla situazione personale dell’ex finanziere. Ma prima vengono gli accertamenti tecnici e il lavoro investigativo basato su dati oggettivi, che sta procedendo da quasi una settimana e senza soluzione di continuità.
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