Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che deve pure fare i conti con il ‘fuoco amico’ – anche se il suo partito lo difende a spada tratta – ma nel complesso la giunta comunale ternana viene nuovamente sollecitata, dai consiglieri di minoranza, su questioni che erano già state sollevate in passato, ma che non avrebbero trovato risposta o soluzione.
Il quartiere Battisti Il capogruppo di FdI-AN in consiglio comunale, Marco Cecconi, evidenzia come «l’area centrale del quartiere ‘Battisti’, compresa tra via Buonarroti, via Benozzo Gozzoli, piazza delle Arti e viale di Porta S. Angelo, ha sempre offerto un’immagine elegante e curata della città e, segnatamente, di questo sua zona residenziale tradizionalmente qualificata. Da tempo, al contrario, la zona si segnala per un gravissimo stato di degrado ed abbandono che riguarda il suo verde pubblico tanto quanto gli interventi di manutenzione urbana». Tale situazione deriva «sia dalla carenza degli interventi di manutenzione di cui il Comune dovrebbe farsi carico, sia le carenze insorte nella realizzazione, sbagliata o incompleta, di opere pubbliche intraprese dal Comune stesso».
Il giardino pensile L’emblema più significativo dell’abbandono in cui versa il verde pubblico di questa zona «è rappresentato dal giardino pensile di piazza delle Arti, in area immediatamente contigua alla scuola elementare ‘Battisti’, realizzato a suo tempo con un prezioso roseto, essenze arboree particolari e uno stagno per le ninfee: giardino che ormai da svariate stagioni si trova in condizioni pietose, infestato da erbacce incolte e disseminato di vecchi ceppi di piante lasciate seccare per assenza di irrigazione che non ci si è mai nemmeno curati di rimuovere. Nella stessa piazza, nelle aiuole spartitraffico le erbacce incolte superano ormai il metro di altezza e giacciono rifiuti abbandonati da mesi. Allo stesso modo, da almeno due stagioni, non viene effettuata alcuna manutenzione delle aiuole sotto agli alberi della limitrofa via Buonarroti».
Il cantiere Rimanendo in piazza delle Arti, Cecconi ricorda che «il cantiere che, per mesi e mesi, ha riguardato gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche nella zona, ha lasciato a tutt’oggi tracce vistose mai rimosse né ripulite, senza che alla sedicente conclusione dei lavori, oltretutto, abbia mai fatto seguito il ripristino delle transenne centrali, quantomai utili come disincentivo a manovre estremamente pericolose per la sicurezza di automobilisti e pedoni. Come se non bastasse, a fronte dei suddetti interventi, solo alcune delle aiuole sotto agli alberi di via Buonarroti sono state dotate di cordoli di recinzione, mentre altre ne sono rimaste sprovviste e il nuovo attraversamento protetto di viale porta S. Angelo risulta non solo non portato a termine, ma appare dotato di salvagente al centro della carreggiata segnalati in modo del tutto inadeguato».
La manutenzione Circostanze come quelle citate, per il capogruppo «hanno reso la zona in questione invivibile e insalubre, ingenerando negli abitanti e nei fruitori in generale un sentimento di diffusa esasperazione per il totale disinteresse dell’amministrazione comunale». Marco Cecconi chiede, quindi, all’amministrazione comunale «cosa intende fare per restituire all’area in questione la sua immagine e il suo decoro, quali interventi di manutenzione e riqualificazione del verde pubblico si intende mettere in campo per rimediare alle incresciose situazioni appena descritte, quali interventi di manutenzione urbana si intende assumere per completare e correggere le irregolarità e le carenze del cantiere sopra descritto e con quali tempi si intenda affrontare questa vera e propria emergenza, resa ancora più insostenibile dalla stagione in corso».

Asm-Enerstreet «Dopo che era stato annunciato a mezzo stampa che la giunta avrebbe fornito in consiglio comunale tutte le risposte ai dubbi che avevo sollevato in ordine all’operazione Asm-Enerstreet – evidenzia, inoltre, il capogruppo – lunedì mattina sui banchi dell’esecutivo mancava giusto l’assessore al quale era stato affidato l’incarico, ovvero l’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi».
Le domande Marco Cecconi ha chiesto: «È vero oppure no che con una delibera dell’aprile scorso, la giunta si apprestava quatta quatta a sottrarre all’Asm un ramo storico delle sue attività, ovvero la pubblica illuminazione cittadina, con l’obiettivo di affidare questo servizio ad una società terza, magari proprio a quell’Enerstreet citata in delibera, costituita ad hoc e formata da illustri notabili del Pd? È vero oppure no che, così facendo, l’Asm verrebbe a perdere fortemente di valore, sia in vista di quel rilancio di cui tutti parlano, sia in funzione di una eventuale cessione a privati di una quota del suo pacchetto azionario? È vero oppure no che, in alternativa, tra i due ‘litiganti’, l’Asm e per l’appunto la Enerstreet, che hanno entrambe presentato un progetto al Comune, possa godere un terzo, ovvero la solita Acea?». Replicando all’interrogazione che era stata presentata dal capogruppo un mese fa, «ma solo attraverso i media, la giunta aveva stigmatizzato quello che era stato definito un ‘chiacchiericcio disinformato’, annunciando tutti i chiarimenti in aula».
La delibera Lunedì mattina in aula, in occasione della seduta dedicata al question time, «a quella mia interrogazione, regolarmente iscritta all’ordine del giorno, nessuno ha risposto. Fino al momento della mia interrogazione, nessuno oltre al sindaco e agli assessori era stato informato di nulla. Ed è per questo che, anche a fronte dell’assenza quantomeno sospetta di Piacenti D’Ubaldi, mentre resto in attesa che qualcuno ci venga quanto prima ad informare, ho presentato un atto di indirizzo urgente per chiedere di revocare intanto la famigerata delibera di aprile, carica di troppe ombre, ai limiti della legalità, di mantenere il servizio di pubblica illuminazione tra i servizi di interesse generale affidati in house providing alla società al 100% di proprietà comunale Asm e di affidare ai propri tecnici, di concerto con i tecnici dell’Asm, la valutazione degli aspetti attuativi legati alla proposta di riammodernamento generale del servizio avanzata nel novembre 2015 dalla società».

Visite mediche «Siamo ormai alla barzelletta», esclama Enrico Melasecche, capogruppo di ‘I love Terni’ in consiglio comunale. «Il sindaco doveva rispondere lunedì mattina a una mia interrogazione sull’evidente favoritismo nei confronti di un’azienda che vende prodotti acustici e che ha tempestato di lettere la città invitando i cittadini a presentarsi negli uffici del Comune, all’ex Foresteria in corso Tacito, per essere sottoposti a visita medica da parte dei propri incaricati e, la cosa è evidentissima, per subire proposte di vendita di apparecchi acustici».
Le proteste I consiglieri di maggioranza «sono saltati sulla sedia quando ho dato notizia della interrogazione, altri si son messi a ridere per il livello di leggerezza cui l’amministrazione è giunta. Varie ditte di primaria importanza hanno, peraltro, protestato sostenendo che nessuno li ha informati di quella possibilità e che ritenevano del tutto scorretto questo comportamento di evidente favoritismo da parte del Comune. Abbiamo anche chiesto quale assessore e quale dirigente ha preso una iniziativa del genere».

Controllo dell’udito Il sindaco, secondo Melasecche, però, «non si è scomposto, ha risposto con la flemma tradizionale che tutto va bene soffermandosi sull’importanza della lotta all’ipoacusia tralasciando completamente il senso dell’interrogazione, cioè l’assurdo della concessione di uffici comunali ad un privato, ad escludendum di tutti gli altri operatori del settore, una sorta di clientelismo bello e buono. Forse lo stesso sindaco, dispiace dirlo, ha bisogno di un controllo dell’udito, visto che non recepisce la necessità di un utilizzo delle strutture comunali sempre al di sopra delle parti».
Favoritismi Per il capogruppo di ‘I love Terni’, «nondimeno è corretto coprire con il silenzio assessori e dirigenti che hanno preso iniziative improvvide, peraltro a fronte di assalti pubblicitari di marchi famosi che, proprio in quel settore, tempestano il pubblico di offerte di tutti i tipi. Tenuto conto dell’irregolarità di tali metodologie rimane il dubbio di chi abbia voluto favorire alcuni interessi in danno di altri e sull’opacità di questa amministrazione che continua a brillare di sordità congenita».






