di S.F.
Terni, le proposte di delibera per i consiglieri e la questione privacy. Una curiosa III commissione consiliare venerdì mattina a Terni che, in teoria, avrebbe dovuto dare il via libera a quattro atti in vista del consiglio comunale dell’8 settembre. Niente da fare perché tre ne sono stati ritirati dopo una lunga sospensione e l’intervento del segretario generale Iole Tommasini. A dare il là alla questione è stato il capogruppo di AP Guido Verdecchia, appoggiato anche dai commissari di minoranza.
IL DEBITO FUORI BILANCIO PER UNA BUCA A BORGO RIVO NEL 2021

La seduta è iniziata con quasi mezz’ora di ritardo in attesa di qualche esponente dell’esecutivo. Alla fine è giunto il vicesindaco Riccardo Corridore per esporre quattro proposte di delibere riguardanti debiti fuori bilancio da riconoscere per sentenze del tribunale di Terni (di una ne abbiamo scritto nei giorni scorsi) e anche della Corte d’appello di Perugia. ll tempo di parlare qualche secondo della prima e poi lo stop. Motivo?
DIPENDENTE FA CAUSA AL COMUNE: DEBITO FUORI BILANCIO

Verdecchia – non la prima volta che puntualizza la cosa – ha fatto presente che i consiglieri ricevono tali proposte con la «persona da risarcire oscurata ed è un errore perché potremmo dover votare su una cosa che riguarda un familiare. E in tal caso abbiamo l’obbligo di astensione». Chiaro che di mezzo ci sia la privacy: «Ok, lo capisco, gli atti non possono essere pubblicati con i nomi. Ma i consiglieri devono sapere e occorre trovare un meccanismo». A rispondere ci ha pensato lo stesso Corridore: «Si parla di un debito fuori bilancio su un titolo esecutivo e la problematica in questo caso non sussiste». Il capogruppo AP ha in ogni caso chiesto il ritiro degli atti in attesa di avere informazioni dettagliate: «Chiedere al segretario generale se è possibile votare o meno gli atti con gli omissis». Così sarà.

Anche perché Orlando Masselli (TMS) è andato in scia: «D’accordo, dobbiamo essere messi nella condizione di avere gli atti completi. Ma credo sia più una questione dirigenziale, parliamo comunque di atti pubblici passati in tribunale. Privacy? Qualcuno ci si appiglia, altri no». Chiamata alla Tommasini e sospensione di circa un quarto d’ora. Il segretario generale ha dato poi delucidazioni in merito: «Il nuovo programma di gestione dell’ente consente di inserire il nominativo con la barra sopra. Quando viene generata la stampa per la pubblicazione ci sono invece gli omissis. In precedenza invece si creavano due testi diversi. I consiglieri hanno diritto di avere la ‘copia’ con i nominativi e andrà detto alla segreteria di dargli quello con i nomi visibili». Se ne occuperà la funzionaria con elevata qualificazione Simona Coccetta.

Soddisfatto Verdecchia: «Immaginavo ci fosse questa possibilità, è una soluzione ovvia». Dunque partita chiusa con il nuovo intervento di Corridore: «La prima proposta c’è il nome e va avanti, le altre tre sono ritirate». Se ne riparlerà la prossima settimana. Roberto Pastura (FdI) ha tirato fuori il giudizio del garante della privacy: «Esercitiamo funzioni pubbliche e la lettura conferma ciò che dice il segretario». Plauso anche da Leonardo Patalocco del Pd: «Ottima la soluzione data dal segretario».
Ultima battuta per Verdecchia: «Oggi il vicesindaco Corridore ha preso questa decisione di ritirarle. Tutti i consiglieri devono sapere prima del consiglio comunale, oggi votano soltanto i commissari. Poi gli uffici dovranno provvedere a far arrivare l’informazione completa a tutti i consiglieri prima che si esprimano in consiglio». Chiusa la storia per ora.






