di S.F.
Molta partecipazione – quantificabile in circa 200 persone – giovedì mattina in via XX Settembre, a Terni, con il presidio legato alla vertenza Unicoop Etruria. Nei giorni scorsi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno denunciato il piano di cessioni/chiusure per 24 punti vendita complessivi, la metà dei quali Superconti. Con ridimensionamento delle sedi.
Unicoop Etruria: tensione alle stelle. Tagli, dismissioni e sciopero in arrivo
«Non c’è più l’elemento di solidarietà di venti/trenta anni fa, le cooperative ormai sono aziende che hanno abbandonato i principi di uguaglianza e solidarietà. Nessuno è al sicuro e c’è una crisi a tutti gli effetti. L’occupazione femminile trova sbocco solo nel commercio, vi rendete conto cosa sta accadendo in questa comunità?», alcuni dei messaggi lanciati dalle organizzazioni sindacali. «Il capitale umano siete voi, i lavoratori, lo stato di necessità lo paghino. Non accetteremo inermi la scelta di una cooperativa che ‘comprime’». Di seguito foto e video dell’iniziativa, con tanto di corteo lungo la via e temporaneo blocco del traffico all’incrocio con viale Prati. In controllo carabinieri, polizia di Stato, polizia Locale e Digos.

Terni, l’assessore comunale Cardinali: «Regione troppo ‘timida’»
«No alla chiusura dei magazzini Superconti – dichiara l’assessore comunale allo sviluppo economico, Sergio Cardinali -. Questa mattina ho partecipato, insieme all’assessore al commercio Stefania Renzi, alla manifestazione indetta dalle sigle sindacali per protestare contro il tagli annunciati da Unicoop Etruria in maniera arbitraria, senza alcuna concertazione con i lavoratori e con il territorio. È surreale procedere al taglio di 520 dipendenti, un numero elevatissimo, dei quali quasi 200 in Umbria. Si tratta – prosegue Cardinali – della soppressione di un quantitativo di posti di lavoro che può essere paragonato alla chiusura di una media azienda. Si va alla scomparsa di un marchio storico come Superconti che per Terni rappresenta qualità, serietà e un servizio diffuso in maniera capillare. Si va a sopprimere il magazzino del fresco che a vocabolo Sabbione è occasione di lavoro per ulteriori 120 posti. Duole constatare – afferma l’assessore comunale allo sviluppo economico – l’inerzia e la risposta davvero timida della Regione dell’Umbria che non ha preso posizione in maniera netta e che evidentemente è troppo soggiogata dagli interessi della grande cooperazione. Prendo atto che non sono valse a nulla le rassicurazione che alcuni mesi fa erano arrivate dai massimi vertici aziendali, anche all’amministrazione comunale, di un piano industriale addirittura di rilancio e non certo ‘lacrime e sangue’ come invece si è verificato. Allo stato attuale, viste le premesse, visti i numeri in gioco, non possiamo credere che non ci sia una ripercussione effettiva sull’occupazione e le chiacchiere dell’azienda non ci distraggono nè ci ammorbidiscono. Continuiamo a chiedere alla Regione di farsi carico di questa vertenza, con un tavolo che finalmente coinvolga l’azienda, i sindacati, le amministrazioni pubbliche, finora ignorate dall’assessore regionale Francesco De Rebotti».






