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Home » Brunello Cucinelli esce da Eques e si sfila dalla partita Colacem

Brunello Cucinelli esce da Eques e si sfila dalla partita Colacem

Il re del cachemire cede la quota per 5 milioni: missione compiuta nel sostegno a Giuseppe Colaiacovo. Nuovi equilibri nel colosso del cemento

di Fabio Toni
4 Marzo 2026
in Economia
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli

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di Giovanni Cardarello

Una mossa a sorpresa che rimescola le carte negli equilibri economici e industriali dell’Umbria. Brunello Cucinelli, il ‘re del cachemire’, ha annunciato ufficialmente l’avvio delle procedure per la cessione della sua intera quota di partecipazione in Eques Srl, la holding che detiene il 4,2% di Financo, cassaforte del colosso del cemento Colacem.

I dettagli della cessione

Attraverso una nota diramata da ‘Foro delle Arti’, la holding di famiglia di Solomeo, l’imprenditore ha reso noto che la decisione di uscire dalla compagine societaria si perfezionerà in meno di 30 giorni. La quota sarà ceduta agli altri soci di Eques per un corrispettivo di 5 milioni di euro, una cifra che corrisponde esattamente al valore nominale dell’investimento iniziale.

Dalla nota emerge chiaramente come l’operazione non sia dettata da logiche di profitto. L’obiettivo di Brunello Cucinelli, due anni fa, è stato quello di sostenere l’amico Giuseppe Colaiacovo in un momento di ristrutturazione del debito della holding Gold. «Il raggiungimento di tale obiettivo consente oggi a ‘Foro delle Arti’ di considerare esaurita la propria missione all’interno del progetto», si legge nel comunicato.

Nessuna scalata all’orizzonte

L’uscita di scena di Cucinelli, spiega ‘Il Corriere dell’Umbria‘, serve anche a diradare le nubi su possibili mire espansionistiche nel settore del cemento. Nonostante le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi su una possibile ‘scalata’ guidata da Gianluca Vacchi (che avrebbe messo sul piatto 450 milioni di euro per il colosso eugubino), Cucinelli ha voluto precisare di non aver mai avuto alcun interesse a incrementare la propria presenza in Eques o ad entrare direttamente nel capitale del Gruppo Colacem.

Il contesto: la partita in casa Colaiacovo

L’addio dell’imprenditore di Solomeo arriva in un momento di estrema tensione legale e familiare all’interno della dinastia Colaiacovo. Da una parte la fazione di Giuseppe (sostenuta fino ad oggi da Cucinelli e Vacchi), dall’altra quella di Carlo. La battaglia legale si gioca su più fronti: dalle richieste di liquidazione milionarie alle denunce per presunte irregolarità nei bilanci. Mentre Cucinelli sceglie di tornare a concentrarsi esclusivamente sulla moda e sui progetti filantropici (come il recente impegno per la Isa di Bastia Umbra o il Lanificio Cariaggi), il futuro di Eques resta appeso alle prossime mosse di Gianluca Vacchi e alle decisioni dei tribunali, con l’udienza chiave fissata per il prossimo 13 marzo.

Cosa succede ora?

Con il disimpegno di Cucinelli, l’assetto di Eques cambia volto. Se da un lato l’intervento del re del cachemire ha permesso di ‘mettere in sicurezza’ la quota di Giuseppe Colaiacovo in un momento critico, dall’altro la sua uscita apre nuovi scenari. Resta da capire se la cordata guidata da Vacchi proseguirà nell’assalto al colosso del cemento o se la cessione delle quote di Cucinelli segnerà l’inizio di una nuova fase di stallo o di ulteriori rimescolamenti societari in una delle industrie più pesanti del PIL umbro.


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