di S.F.
«Escluderci ora da questa possibilità di scelta sarebbe un errore. Non è una questione solo politica, ma anche finanziaria». Lo ha detto l’amministratore unico di Terni Reti, Alessandro Campi, quando ha capito l’aria che tirava in III commissione nel tardo pomeriggio di giovedì: c’è il rinvio della votazione sulla valutazione preliminare positiva non vincolante di alienazione della rete di proprietà del gas in ambito Atem. Se ne riparlerà più avanti. L’atto era e rimane all’ordine del giorno del consiglio comunale di venerdì 20 dicembre.
IL Sì NON VINCOLANTE ALL’ALIENAZIONE DA OLTRE 20 MILIONI DI EURO

Alle 17.30 è iniziato il confronto a palazzo Spada con protagonisti l’assessore Michela Bordoni, il dirigente Federico Nannurelli, Campi e il direttore generale di Terni Reti Fabio Moriconi. La questione è molto complessa e ce ne siamo già occupati due giorni fa, quando all’improvviso l’atto è stato inserito d’urgenza per il consiglio di venerdì. Ed è su questo fronte che da più parti – AP, Orsini e FdI concordi – è arrivata la richiesta di rimandare la votazione. Nannurelli, in merito all’opzione di alienazione in sede d’ambito Atem, ha detto che è «sicuramente vantaggiosa per coprire le voci di debito», come spiegato anche nella relazione tecnica.
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Molto più lungo l’intervento – più di uno in realtà – di Campi: «Abbiamo completato la raccolta dati insieme ad altri Comuni e ce la composizione sui valori assegnati. Presentiamo ad Arera il cosiddetto Vir, il valore industriale residuo», ha chiarito. Sì, perché la gara per il gas naturale coinvolge 33 Comuni e, per ora, circa una decina stanno predisponendo la documentazione. «In sostanza diciamo ad Arera il valore e chiediamo di certificarlo. Poi diremo se vendiamo o no più avanti». In questa fase infatti la dichiarazione di volontà di alienazione non è vincolante. In ogni caso la miglior stima per la conclusione della gara d’ambito è fissata a fine 2026/inizio 2027. «In questo momento ci mettiamo nella possibilità di scegliere».
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Tuttavia non tutti sono convinti di procedere così. O almeno non subito. «Non nascondo qualche perplessità. Stiamo progettando di – le parole di Raffaello Federighi di AP – alienare un asset strategico. Opportuno sottoporre a votazione la richiesta di una specifica relazione e ampia sull’argomento». C’è più di qualcuno che ha fatto notare una certa frettolosità nell’organizzazione della questione tra commissione e consiglio. Sia Valdimiro Orsini (TMS) che Elena Proietti Trotti (FdI) si sono accodati: «D’accordo con Federighi. La decisione è complessa e ha bisogno di essere capita meglio affinché il consiglio si possa esprimere. Gli altri Comuni che stanno facendo?», le parole del primo. «Un argomento che non merita l’inserimento straordinario all’ordine del giorno. E la valutazione da chi è stata fatta?», l’esposizione della seconda. L’ex arbitro ha ricordato che, tre anni fa, l’assise votò contro la possibilità di vendita.
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Campi è stato sollecitato: «La vendità non è fuori dalla gara d’ambito, è dentro. Quindi è un atto rafforzativo rispetto a quanto già deliberato dal Comune anni fa. La valutazione è stata fatta da un consulente tecnico nominato ai tempi dell’au Befani, si tratta dell’advisor Energas. Ci hanno consigliato di procedere con questo step. E la vendita verrebbe fatta in un momento successivo con delibera specifica». Ricordate le cifre inserite nella relazione tecnica: per Terni Reti, in caso di alienazione, ci sarebbe un plus di 21,5/22 milioni di euro. Orsini ha poi chiesto se c’è possibilità di alienare all’attuale concessionario. Mentre Guido Verdecchia si è fatto avanti per le eventuali tempistiche da rispettare.
«Sì, l’attuale concessionario delle reti potrà partecipare alla gara. Ma, ripeto, è nell’ambito Atem e non fuori. Anni fa ci fu un’offerta ritenuta non congrua sui 13-14 milioni. La nostra proposta è di non escluderci dalla possibilità di decidere ed entro gennaio dobbiamo dare una risposta», ha ribadito Campi. Poi sospensione ottenuta da AP, breve riunione e rientro: «Rimandiamo la votazione ad un momento successivo». Detto, fatto. Vedremo venerdì come andrà.






