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Home » Dissesto Terni, l’input: «Bis? No, c’è il piano di riequilibrio. Comune ora è in bonis»

Dissesto Terni, l’input: «Bis? No, c’è il piano di riequilibrio. Comune ora è in bonis»

di Simone Francioli
19 Luglio 2023
in Attualità, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Condividi su FacebookCondividi su X (Twitter)Invia su Whatsapp

di S.F.

Un consiglio: «Se ci dovessero ancora tensioni finanziarie c’è la possibilità del piano di riequilibrio pluriennale. Prevede l’uso del fondo di rotazione, un prestito a tasso agevolato che può far appianare i conti». A darlo è il capogruppo del Pd Francesco Filipponi che, mercoledì mattina, ha convocato una conferenza stampa in compagnia di Josè Kenny e Pierluigi Spinelli per parlare – tra i vari argomenti – anche della chance di dissesto-bis lanciata dal vicesindaco Riccardo Corridore. «Non siamo d’accordo, sarebbe un’ennesima pagina negativa per la città».

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Atti e input

Un appuntamento convocato anche per un’altra ragione, vale a dire fare il punto della situazione a livello amministrativo: «Per quel che ci riguarda in questo mese e mezzo – le parole di Filipponi – abbiamo presentato 25 atti su varie tematiche come Pnrr, cassa integrazione in Ast, valorizzazione, Pmal, Its e Briccialdi». Poi si arriva al nodo centrale: «Nella conferenza di Alternativa Popolare si è parlato di dissesto-bis. Non siamo d’accordo. Ne siamo formalmente usciti perché il ministero dell’Interno ha dato l’ok al piano di estinzione dei debiti dell’Osl e ora il Comune è in bonis. Ricordo che nel documento si parla di una massa attiva superiore agli 80 milioni e passiva per circa 56. Cosa non ha funzionato dunque? Assessore e dirigente vengano in III a parlarne allora. Il centrodestra in passato non ci ha ascoltato sull’anticipazione di liquidità ed i debiti residui verso i fornitori da oltre 20 milioni». Da qui nasce il consiglio di utilizzo del piano di riequilibrio pluriennale che, tra l’altro, fu la strada tentata dall’esecutivo Di Girolamo nel 2016. Sappiamo come andò.

PIANO DI ESTINZIONE: OSSERVAZIONI DELL’OSL
APRILE 2023, L’OSL RIMETTE MANO AL PIANO DI ESTINZIONE

Kenny in tackle

Sponda Kenny il tema si è spostato su altro: «In questo mese il nostro lavoro è l’esempio di come si fa opposizione politica. Ha messo in evidenza l’incapacità di chi sta amministrando non dal punto di vista gestionale, 30 giorni sono pochi, ma in quella del confronto politico. Il consiglio comunale deve essere il centro in al senso e AP ancora non lo ha capito. Sono rimasto deluso dall’illustrazione delle linee programmatiche del sindaco Stefano Bandecchi: 30 minuti, 20 dei quali per criticare l’opposizione. Le tematiche? Solo annunciate. Dichiarazioni trionfalistiche e poi niente».

GENNAIO 2018, LA BOCCIATURA DEL PIANO DI RIEQUILIBRIO
2017, LA BAGARRE SUL FONDO DI ROTAZIONE

La situazione anomala

In chiusura si è esposto Spinelli: «Un mese molto intenso e abbiamo capito fin da subito che ci saremmo trovati di fronte ad una situazione anomala. Inoltre la vicenda incompatibilità è ancora sospesa. Noi facciamo un’opposizione costruttiva e positiva, ad esempio su Its e Briccialdi siamo stati disponibili. Bene la nomina del nuovo presidente del Ceffas, è forza vitale della città». Focus anche sul mercatino: «Scelta non condivisa e poco opportuna il trasferimento in Passeggiata, ci stanno già arrivando segnalazioni. La sede dove si segnalano i problemi è il consiglio comunale e non va svilito».

«Dissesto-bis se non ci ascoltano. E Terni Reti rischia il default»

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