Alle 10.40 di giovedì 18 settembre l’ultimo avvistamento, dopo aver accompagnato un amico da un parrucchiere, poi dalle 11.28 il suo telefono ha smesso di funzionare, mai più acceso. È in questo lasso di tempo relativamente breve, con Bala Sagor – per tutti ‘Obi’ – diretto verso l’abitazione di Dmyto Shuryn in via Pietro Conti per l’appuntamento che si erano dati, che si è consumato l’omicidio dell’aiuto cuoco 21enne, per il quale il 32enne ucraino – ex collega del giovane e indebitato a causa del vizio del gioco – venerdì mattina ha ammesso le proprie responsabilità, confessando davanti al gip Maria Silvia Festa quanto compiuto.
Il dettaglio, unito alla continua ricerca di denaro da parte dello Shuryn – che nel pomeriggio del 18 settembre, a omicidio compiuto, ha anche inviato due messaggio audio al telefono del giovane, solo per crearsi una sorta di alibi – emerge dall’ordinanza con cui lo stesso gip di Spoleto ha convalidato il fermo dell’uomo, difeso dall’avvocato Donatella Panzarola e indagato per omicidio volontario e soppressione/distruzione di cadavere.
L’indagine ha ovviamente preso una piega chiara quando il 22 settembre, poco prima delle 19, i carabinieri hanno ritrovato la bici di Bala Sagor e parte dei suoi resti accanto al campetto di via I Maggio. Proprio lì il 32enne ucraino è stato immortalato più volte da una telecamera privata, nella notte fra il 19 e il 20 settembre, fra le 23.36 e le 1.36 di notte, nell’atto di portare fin lì – a poche centina di metri di casa sua – la bici elettrica e parte dei resti della vittima.
Per uccidere Bala Sagor e smembrarne il corpo, Dmytro Shuryn ha detto di aver usato un coltello a sega, sequestrato insieme ad altri dai carabinieri presso la sua abitazione di via Conti. L’omicidio si consumato all’interno della cantina, con il corpo del giovane rimasto lì dentro per almeno una giornata: un vicino, nel pomeriggio del 19 settembre aveva nitidamente percepito un cattivo odore e notato a terra tracce di colore rosso scuro, da trascinamento, poi pulite insieme ad altre dallo stesso omicida.
Secondo quanto riferito al gip, l’indagato ha iniziato a smembrare il corpo del povero giovane nella mattinata del 19 settembre – giorno successivo il delitto – intorno alle 9 e compiendo il tutto in circa un’ora. Poi, con le parti messe in buste nere di plastica, ha iniziato a spostarsi per nasconderle nelle zone non distanti dalla Rocca e dai Condotti, dove sono state poi ritrovate venerdì. L’ultima busta, quella di via I Maggio, l’ha abbandonata la sera/notte del 19 settembre, dopo essere rientrato dal lavoro. Come nulla fosse.
Circa il movente, l’ordinanza chiarisce definitivamente il suo collegamento con i problemi economici dello Shuryn, soggetto ludopatico. In passato Bala Sagor gli aveva prestato somme comprese fra i 50 e i 100 euro, poi restituite, ma ques’ultimo vantava ancora un credito di 200 euro per un altro prestito. Ci sarebbe questo all’origine della lite scoppiata fra i due la mattina del 18 settembre, sfociata nel delitto compiuto – secondo quanto affermato dal 32enne – con una singola coltellata al collo. Fatale.
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