È iniziato martedì a Terni, di fronte alla Corte d’Assise presieduta da Simona Tordelli (giudice a latere Francesco Maria Vincenzoni), il processo che vede imputato il 33enne ucraino Dmytro Shuryn per l’omicidio, aggravato dai futili motivi, del 21enne Bala Sagor, per tutti ‘Obi’ e originario del Bangladesh, avvenuto lo scorso settembre a Spoleto.
L’uomo, che lavorava come cuoco, è accusato anche di vilipendio e occultamento di cadavere per aver fatto a pezzi e nascosto in più luoghi la salma del giovane, con l’obiettivo – secondo l’accusa – di cancellare le prove di quanto compiuto. Le indagini di carabinieri e procura di Spoleto, rappresentata in aula dal procuratore Claudio Cicchella e dal sostituto Roberta Del Giudice, avevano portato all’arresto del 33enne, che avrebbe ucciso ‘Obi’ con un coltello nella cantina della sua abitazione di via Pietro Conti, al culmine di una lite per ragioni economiche, in particolare un prestito di circa 200 euro che il 21enne gli aveva fatto e che rivoleva indietro.
Nel corso dell’udienza di martedì la Corte ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa dello Shuryn, rappresentata dall’avvocato Donatella Panzarola, per accertare se la ludopatia da cui sarebbe affetto, abbia inciso sulla sua capacità di intendere e di volere al momento del drammatico fatto. Contestualmente sono state ammesse le parti civili, i genitori, le due sorelle e la nonna della vittima assistiti dall’avvocato Paola Picchioni, e poi si è proceduto all’escussione dei primi testimoni dell’accusa. La sentenza, salvo modifiche al calendario stabilito, potrebbe arrivare ad inizio giugno: l’udienza per la camera di consiglio è stata fissata per giovedì 4 giugno.
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