Il progetto stadio-clinica a Terni è partito durante la sua sindacatura e Leonardo Latini era stato fra i primi a sostenerlo, in un contesto politico, almeno su quel tema, più compatto dell’attuale. Dopo il ricorso al Tar della Regione Umbria, che ha portato nuovamente alla ribalta la questione e soprattutto scatenato discussioni e polemiche anche estreme, l’ex primo cittadino di Terni – persona più che informata sui fatti, oltre che avvocato – dice la sua e ipotizza un percorso per ‘uscire dal guado’. Di seguito l’intervista.
23 LUGLIO 2025, LA DETERMINA DEL RUP GIORGINI PER IL SUPERAMENTO DELLE CONDIZIONI

Qual è il suo punto di vista sulla realizzazione di due opere che, nelle sue intenzioni, avrebbero dovuto essere un volano di sviluppo per Terni?
«Ritengo doverosa una premessa dopo aver letto attentamente il ricorso presentato dalla Regione. Sono state spese parole assai ingenerose verso il Rup Piero Giorgini. È un errore strategico prima di tutto. Il Rup e gli uffici comunali sono la spina dorsale dell’azione amministrativa. Usare espressioni sminuenti nel contesto di un atto processuale non solo mina la collaborazione, ma espone l’ente a un rischio reputazionale. È fondamentale che, anche in una situazione di conflitto giuridico, si mantenga il dovuto rispetto istituzionale per il ruolo e la professionalità. Detto questo, occorre essere pragmatici: oggi c’è un contenzioso pendente presso il giudice amministrativo contro il Comune di Terni e nei confronti della Ternana Calcio e c’è un progetto importante per la città da portare avanti. Non possiamo permetterci di paralizzarlo per anni in attesa di una sentenza».
4 NOVEMBRE 2022, LA DETERMINA DELLA REGIONE UMBRIA A FIRMA GATTINI – DOCUMENTO (.PDF)
Qual è allora, a suo giudizio e se esiste, una possibile strada per ‘disinnescare’ questo scontro, che ad oggi appare quasi totale, e ‘salvare’ il progetto nel suo complesso?
«Qui entra in gioco il concetto di aspettative della comunità. Oltre alla legittimità formale degli atti, l’azione amministrativa deve rispondere alle aspettative legittime della popolazione. A volte, è preferibile un percorso amministrativo più rapido e concordato, anche a costo di ricalibrare gli atti, piuttosto che una lunga e dispendiosa battaglia legale che ritarda il perseguimento degli obiettivi o, peggio ancora, fa scivolare in secondo piano i reali bisogni delle persone. La comunità attende risultati, non solo sentenze».

Passando al merito della questione, cosa significa?
«Il contenzioso ruota attorno a un punto nodale: la presunta mancata compatibilità della clinica privata con la Programmazione sanitaria regionale (Psr), la cui verifica è di competenza esclusiva della Regione. Questo, ritiene la Regione, anche in base a quanto emerso nella conferenza dei servizi decisoria che si svolse in Regione nel 2022. Auspicando la piena collaborazione tra la Regione Umbria, il Comune di Terni e la società controinteressate, ovvero Ternana Calcio e Stadium Spa, la soluzione amministrativa più efficace e definitiva potrebbe essere un percorso di allineamento della programmazione regionale al progetto, in linea con le modifiche che furono apportate dalla giunta Tesei».
Quindi il problema sarebbe sanabile con il nuovo Piano sanitario regionale?
«Provo a spiegarmi meglio. In questo contesto la prima mossa spetta alla Regione, visto anche che l’atto presupposto della conferenza dei servizi è regionale. Per questo la giunta Proietti, in primo luogo, si dovrebbe impegnare formalmente, ad esempio con una nuova delibera, a confermare i posti letti pubblici e privati già previsti dalla precedente amministrazione per la città di Terni, adottando, se necessario, un atto di programmazione specifico nell’ambito di un procedimento di revisione o integrazione del Piano sanitario regionale. Questo renderebbe il progetto della clinica compatibile in modo definitivo e non più controvertibile con la programmazione sanitaria regionale. Quindi, posto l’assetto definitivo della programmazione sanitaria che, occorre ricordare, non c’era al momento della conclusione della conferenza dei servizi decisoria del 2022, potrebbe essere convocata in Regione una nuova conferenza di servizi decisoria sul progetto stadio-clinica».

E di fronte a un percorso del genere, il Comune di Terni cosa dovrebbe fare?
«A fronte di tali impegni, il Comune di Terni potrebbe ritirare o annullare in autotutela la determina dirigenziale numero 2088 del 2025, ovvero l’atto impugnato al Tar, e questo farebbe cessare la materia del contendere presso il tribunale amministrativo regionale, consentendo così la prosecuzione del percorso istituzionale. Grazie all’avvenuto allineamento del Piano sanitario, la Regione potrebbe quindi legittimamente esprimere il parere favorevole sulla compatibilità sanitaria del progetto. E dunque, una volta superato l’unico punto di dissenso qualificato, cioè la realizzazione della clinica, la conferenza si potrebbe finalmente concludere in modo chiaro con la determinazione motivata di conclusione favorevole per l’intero progetto, stadio più clinica, superando così l’empasse procedurale e amministrativo».
Dopo una settimana in cui gli ‘stracci’ sono volati come poche altre volte, cosa serve a suo giudizio per attuare un percorso come quello da lei suggerito?
«È una via d’uscita concreta che richiede solo una cosa, la volontà politica di volerla percorrere. Perché oggi tutto ruota attorno a questo: la volontà della Regione Umbria di venire incontro alla città di Terni e di riconoscere la piena legittimità di un progetto che unisce sport, sanità e sviluppo urbano. L’obiettivo non è lo scontro istituzionale, ma la crescita della città. Abbiamo bisogno di uno stadio moderno, di una struttura sanitaria efficiente e di nuove opportunità per il territorio. Tutto questo è possibile, subito, se prevale una logica di responsabilità e il senso delle istituzioni. Ma serve un ritorno urgente a un clima di correttezza e di leale collaborazione tra enti. Solo così potremo trasformare questo progetto da oggetto di ricorsi a simbolo di rinascita per Terni. La soluzione c’è, ora serve soltanto la volontà di sbloccarla».
ARTICOLI CORRELATI
Ternana: il ricorso della Regione al Tar apre scenari tutti da decifrare
Terni, nuovo stadio: la Regione impugna l’atto del Comune. È bagarre: le prese di posizione






