di S.F.
Stadio-clinica, di nuovo acque agitate in arrivo? Difficile pensare il contrario. Il motivo è semplice: c’è l’ok per impugnare la determina dirigenziale del dirigente del Comune di Terni – nonché Rup della complessa e lunga partita – Piero Giorgini dello scorso 23 luglio. A farlo è la Regione Umbria.
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Tre mesi fa il Comune aveva preso atto del sopraggiunto superamento delle condizioni/prescrizioni contenuti nei pareri della ormai famosa conferenza di servizi chiusa nel novembre 2022. «La nota e la determinazione dirigenziale 2088/2025, ad essa allegata, presentano elementi di violazione nei contenuti e non conformità rispetto agli esiti e alle determinazioni definitive assunte in sede di conferenza di servizi», viene sottolineato nel documento istrutotrio. E di conseguenza, «in seguito a valutazioni istruttorie con i servizi regionali competenti si è evidenziata la necessità di impugnare tali atti per la loro illegittimità».
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Per palazzo Donini ci sarebbe «difformità formale e sostanziale dei contenuti di entrambi i documenti rispetto alle determinazioni vincolanti assunte in conferenza di servizi richiamate nella determinazione dirigenziale del Servizio regionale ‘Urbanistica Politiche della casa e rigenerazione urbana, tutela del paesaggio’ n. 11253 del 4 novembre 2022». Si parla di eventuale istanza cautelare al Tar Umbria. Il mandato è per gli avvocati Luca Benci e Anna Rita Gobbo. A firmare sono lo stesso dirigente Benci, il direttore regionale alla programmazione Luigi Rossetti e la presidente della Regione Stefania Proietti.
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Poche ore e arriva la reazione del sindaco Stefano Bandecchi: «Il Comune di Terni oggi ha ricevuto l’ennesima offesa istituzionale da parte della regione Umbria e della presidente Proietti nonché dell’assessore De Rebotti e dell’assessore De Luca e dell’intera giunta regionale. L’atto amministrativo che ci è stato notificato non è stato anticipato né da una telefonata né da nessun contatto istituzionale. Il Comune sta combattendo per la realizzazione del nuovo ospedale pubblico di Terni, dell’unica clinica della provincia ternana nonché del nuovo stadio di Terni con tutta la relativa infrastruttura a supporto. La conferenza dei servizi di oltre tre anni fa si chiuse positivamente e la costruzione dello stadio di Terni prevedeva solo capitali privati, i capitali della Ternana Calcio, la città avrebbe goduto anche dell’unica clinica privata della provincia realizzata dalla stessa società e avrebbe dato nuovo lustro e posti di lavoro a Terni. Attualmente la proprietà della Ternana è di una azienda del settore sanitario azienda presente in varie città di Italia, compresa la capitale, con cliniche di altissima professionalità che da anni servono come sostituti di strutture pubbliche nella nostra nazione. Dopo 31 giorni dalla cessione della Ternana calcio e della presa in carico della società la regione si sveglia, e con il supporto di ben due assessori ternani, decide di bloccare la costruzione dello stadio e della clinica dimenticandosi che l’operazione stadio clinica è stata deliberata da una conferenza dei servizi regionale solo perché la costruzione dello stadio prevedeva l’aggiunta della clinica. Differentemente il comune avrebbe potuto fare da solo. La scelta operata dalla regione oltre ad essere sospetta pare anche essere asservita alle strutture sanitarie perugine. Invito fin d’ora la magistratura ad aprire una indagine precisa sulla inopportunità e sui rapporti che la giunta regionale può avere con la sanita regionale privata. Tutti i cittadini ternani e tutti gli umbri di buona volontà dovrebbero capire che il gesto fatto oggi dalla giunta regionale è peggio di una dichiarazione di guerra verso tutta la cittadinanza, verso la tifoseria della ternana, verso la libera impresa, verso i nuovi proprietari della Ternana e non ultimo verso la mia persona. Finchè dovevo costruire io la clinica si parlava di conflitto di interessi oggi si può solo parlare della vergogna della politica regionale e di alcuni cittadini ternani che fanno parte del consiglio regionale in qualità di consiglieri e in qualità di assessori. Il Comune di Terni proteggerà i propri cittadini da questa aggressione sconsiderata – conclude – contro lo sviluppo della città di Terni. Da oggi in poi ogni tipo di rapporto istituzionale tra la Regione, la Provincia e il Comune saranno da considerare più che difficili i impossibili e questo per la scarsa intelligenza degli attuali politici in Regione».
Nel tardo pomeriggio è l’avvocatura regionale ad esporsi sul tema: «Con l’atto sopra individuato, la giunta regionale ha inteso tutelare e garantire l’organizzazione e la gestione unitaria del servizio sanitario regionale a fronte di un atto del Comune di Terni palesemente e oggettivamente viziato e illegittimo. La determina dirigenziale del Comune di Terni impugnata relativa al progetto stadio-clinica contiene informazioni, motivazioni e conclusioni contrarie a norma di legge e non veritiera in quanto:
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