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Home » Stadio-clinica: Regione al Tar. Bandecchi: «Proietti un po’ ‘camorrista’. Chiama la Ternana e non me»

Stadio-clinica: Regione al Tar. Bandecchi: «Proietti un po’ ‘camorrista’. Chiama la Ternana e non me»

Istituzioni e mondo della politica intervengono sulla decisione di palazzo Donini di impugnare la determina precedente la convenzione

di Fabio Toni
24 Ottobre 2025
in Politica
Tempo di lettura: 15 minuti di lettura
Stefano Bandecchi

Stefano Bandecchi

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Continuano a fioccare – e non potrebbe essere altrimenti – le reazioni alla decisione della Regione Umbria di impugnare di fronte al Tar, attraverso la propria avvocatura, la determina dirigenziale del Comune di Terni (numero 2088 del 23 luglio 2025) che ‘dà il là’ alla comvenzione del progetto clinica-stadio a Terni.

Stefano Bandecchi

Nella serata di giovedì il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha postato un video Instagram rivolgendosi alla presidente della Regione Umbria: «Cara presidente Proietti, hai già fatto una serie di cose che sono totalmente sbagliate. Io non ti perdono perché stai sbagliando tutto e ti stai creando una serie di guai politici. Ma adesso ti metti a fare anche le telefonate con la proprietà della Ternana Calcio e ti metti come, come i camorristi?, a fare gli inviti e ‘parlare con…’. Non è così che si fanno le cose. La Ternana Calcio è la parte lesa delle puttanate che voi in Regione state facendo. Avete un rapporto con il Comun e, attenzione: questo tipo di atteggiamento è peggio che andare di notte. Stai peggiorando la tua situazione. Domani convocherò la proprietà della Ternana Calcio in Comune per stabilire con i loro avvocati come doranno comportarsi perché, cara presidente Proietti, il tuo atteggiamento è totalmente sbagliato. Un atteggiamento da ‘carbonara’, ‘camorrista’, brutto. Oltretutto questo tipo di situazioni che tu hai messo oggi in gioco, mettendo poi tutto il resto, oggi addirittura in parlamento a chiedere la testa di Bandecchi. E anche oggi non ve l’hanno regalata. Quel Bandecchi eletto democraticamente. Allora presidente, devi chiamarmi perché stai facendo delle cose molto sbagliate, hai fatto delle situazioni che sono un casino allucinante. Ti voglio bene, non metterti nella ‘cacca’ più di quello che sei. Devi imparere il rispetto istituzionale: io faccio il sindaco di Terni e sono state eletto in modo democratico. Tu hai fatto incazzare tutta la provincia di Terni meno che quei quattro coglioni che vivono nel paesello». Venerdì mattina lo stesso sindaco ha diffuso una nota in cui si rivolge «a tutta la tifoseria e a tutti i ternani. Dopo le azioni scomposte della giunta regionale – scrive – il clima si è fatto caldo, le provocazioni delle tifoserie perugine, chiaramente di pochi esaltati, non debbono influenzare l’atteggiamento fermo di noi ternani e tifosi della Ternana. Costruiremo lo stadio e la clinica solo se riusciremo a mantenere la calma, dimostrando le nostre legittime ragioni in maniera ferma, decisa, accalorata, ma pacifica. Chiedo alla tifoseria rossoverde di non cedere alle provocazioni dei più stolti, tra questi compresa la giunta regionale, ma di restare fermi nella convinzione che faremo valere le nostre ragioni in qualsiasi ambito giudiziario e politico. Terni avrà il suo stadio e la sua clinica: la determinazione, la convinzione, dei ternani sono una grande risorsa».

Angelo Matteo Socci

Anche il magistrato della Cassazione, Angelo Matteo Socci – ternano d’adozione e sempre attento alle questioni cittadine – via social ha espresso il proprio punto di vista: «Terni non ha cliniche convenzionate, a Perugia abbondano. Ricorrere al Tar contro Terni è un atto non politico e neanche di giustizia, ma un atto di aggressione alla città da parte della Regione. Coseepazz. La legalità non ci azzecca. Volendo in ogni azione (più o meno complessa) degli enti pubblici si scovano violazioni di legge, ma una lotta della Regione contro il Comune (della stessa Regione) a cose fatte, peraltro, non ha logica ragionevole. Abbandonare la logica di subalternità a Perugia e volare alto verso Roma, volare alto ma alto come le aquile. Non strisciare ma reagire anche con manifestazioni di dura protesta, pacifica ma ferma».

Leonardo Latini

L’ex sindaco di Terni Leonardo Latini, giovedì in un post Facebook, scrive che «nel progetto stadio-clinica ci ho sempre creduto, tantissimo. Basti pensare che all’epoca, grazie al grande sforzo degli uffici comunali, il Consiglio Comunale dette il via libera al progetto (dichiarando il pubblico interesse) a tempo di record, era il lontano maggio 2021. Ricordo bene anche la delusione quando leggemmo gli esiti della conferenza dei servizi decisoria nel 2022. Però ci rimboccammo le maniche per rimettere in piedi le cose e assicurarci una nuova programmazione sanitaria che andasse bene per tutta la nostra città. Fu la prima volta che la Regione Umbria cambiò davvero rotta su Terni per la sanità, sia pubblica che privata. Adesso siamo a un punto cruciale: o troviamo un accordo sensato, o finiamo per far degenerare tutto in una guerra che rischia di affossare l’intero progetto. Le soluzioni, nel pieno rispetto delle regole, ci sono. Occorre mettersi a tavolino, tra istituzioni, con la giusta serietà e competenza e andare a vedere in primo luogo se c’è ancora la volontà della Regione di venire veramente incontro alle necessità di Terni, poi individuare la strada – che c’è – da intraprendere. Ma, per fare questo, occorre mettere gli interessi di tutta la città davanti a quelli dei singoli o delle fazioni, accantonando preclusioni ideologiche e logiche di campanile incentrate sul capoluogo di Regione».

Stefania Proietti

Giovedì, di mattina e a margine del consiglio regionale, la presidente della Regione Umbria – ai microfoni della Tgr Umbria – ha affermato che: «i toni usati contro gli assessori della nostra giunta non sono consoni. E questi toni non possono passare, nel rispetto del fatto che perviene a questa Regione un atto illegittimo e a queste illegittimità si risponde con la legittimità tecnico amministrativa». Nello stesso momento la presidente ha aggiunto di non essere «sotto ricatto di nessuno».

Sempre giovedì, le forze del centrosinistra ternano – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra – hanno diffuso il comunicato seguente: «Le forze del Patto Avanti di Terni esprimono pieno sostegno e solidarietà ai due assessori regionali di Terni, Thomas De Luca e Francesco De Rebotti, finiti sotto attacco per aver difeso la legalità, l’interesse pubblico e la sanità umbra da una forzatura della legge al servizio di un’operazione speculativa. La decisione della giunta reegionale di impugnare la delibera comunale che dichiarava ‘superate’ le prescrizioni sull’operazione stadio-clinica è un atto dovuto – prosegue la nota – a tutela dell’interesse dei cittadini ternani. In particolare, la prescrizione principale da superare, quella relativa agli 80 posti letto in convenzione per la clinica privata, non è affatto superata. La legge e il buon senso non consentono di assegnare posti in convenzione a strutture che ancora non esistono. Per giustificare questa forzatura, il Comune di Terni ha richiamato una delibera della Giunta Tesei del 2023 che riservava alla provincia di Terni 80 posti letto, senza però destinarli alla clinica connessa allo stadio. Una clinica che nel 2023 non esisteva e che, ancora oggi, non esiste nemmeno su carta. Oggi ci troviamo di fronte a una convenzione firmata tra il Comune e Stadium Spa (Ternana Calcio) che scarica sulla collettività il rischio di un’operazione speculativa: se la clinica non dovesse ottenere in futuro gli 80 posti letto, l’equilibrio finanziario dell’intera operazione crollerebbe, la convenzione verrebbe risolta e il Comune si troverebbe a dover pagare fino a 44 milioni di euro per uno stadio faraonico da 18 mila posti, completamente sovradimensionato rispetto a una media spettatori di poco più di 4 mila tifosi a partita. Un meccanismo perverso che socializza le perdite e privatizza i profitti. L’unico modo per proteggere i cittadini ternani da questo rischio è stato impugnare l’atto davanti al Tar, poiché palesemente illegittimo. L’operazione stadio-clinica non è dannosa solo sul piano economico, ma anche per la salute dei cittadini. Gli 80 posti letto che garantirebbero la sostenibilità della clinica privata sono stati sottratti alla sanità pubblica umbra, e non alle cliniche perugine come sostiene certa destra. Si tratterebbe di uno spostamento di risorse dal pubblico al privato, in una regione che già oggi affronta un deficit sanitario di oltre 200 milioni di euro e una delle peggiori mobilità sanitarie d’Italia. A tutto questo si aggiunge il rischio gravissimo di perdere un patrimonio storico della città, lo Stadio Libero Liberati, simbolo identitario di Terni. L’attuale convenzione prevede che la clinica possa essere costruita anche se lo stadio non verrà mai completato. Il risultato? Un cantiere bloccato e uno stadio fatto a metà. Terni merita invece uno stadio rinnovato, con fondi pubblici, sostenibile e rispettoso della sua storia, come sta avvenendo a Perugia, dove l’impianto è stato ammodernato senza consegnarlo agli interessi dei privati. Lo stadio deve restare dei ternani e non diventare merce di scambio in un’operazione speculativa. Infine, questa operazione infliggerebbe l’ennesimo colpo al commercio di vicinato. Il progetto prevede 5.000 metri quadri di nuove superfici commerciali, a soli 500 metri dalle mura cittadine, drenando consumi verso un’area priva di utilità pubblica, mentre la città ha bisogno di rigenerare i quartieri e sostenere i piccoli esercizi di prossimità. Le forze del Patto Avanti ribadiscono con forza che questa è una battaglia politica per difendere la legalità, la sanità pubblica e lo stadio ‘Libero Liberati’. Abbiamo impedito che Terni diventasse ostaggio di una speculazione edilizia e sanitaria, che presenta peraltro un enorme conflitto di interessi che riguarda il sindaco Bandecchi. Ora – concludono Pd, M5S, e AVS di Terni – serve ripartire con una visione seria e condivisa di sviluppo urbano, che metta al centro la città, i cittadini e l’interesse pubblico».


Le dichiarazioni di mercoledì

Francesco De Rebotti

In un post, l’assessore regionale alle infrastrutture, Francesco De Rebotti, scrive così: «Visto la discussione odierna, e le forme che sta assumendo, debbo riaffermare come ci sia sempre un modo sincero per fare le cose. Poi c’è n’è un altro, fatto con l’intenzione di usare la buonafede delle persone per condurre la propria battaglia politica, lontano dalla mia sensibilità, dal mio modo di essere e di agire. L’atto del Comune di Terni che richiederebbe, per finanziare lo stadio, la realizzazione di una clinica convenzionata, cioè con prestazioni pagate dal sistema sanitario regionale, ci è stato rappresentato come non procedibile dall’avvocatura. Tale valutazione è stata ribadita da diversi soggetti chiamati a considerarne la fattibilità, già in sede di conferenza dei servizi che si è tenuta durante il mandato della precedente Giunta Regionale, esprimendo dissenso motivato alla realizzazione della clinica e autorizzando la costruzione dello stadio, ma con altro piano finanziario, non collegato alla clinica stessa. Il Comune di Terni – prosegue De Rebotti – ha deciso comunque di andare avanti, e come già avvenuto nel marzo 2025, sarà il TAR a doversi esprimere sulla correttezza del procedimento, a tutela dell’intera comunità. Personalmente, mi sono sempre sottratto al conflitto istituzionale e politico permanente, perché sono convinto che faccia male alla città di Terni e a tutto il territorio. Oggi più che mai, invece, abbiamo bisogno di concentrarci su ciò che conta davvero: una sanità pubblica più moderna, efficiente e vicina ai cittadini. La responsabilità istituzionale non può consentire, a fronte di posizioni rilevate dall’avvocatura regionale come potenzialmente non legittime, di ignorarle. Nel cercare di interpretare al meglio il ruolo di rappresentanti della comunità – conclude l’assessore regionale – siamo tutti chiamati a ricercare sempre il rispetto delle leggi e delle norme vigenti, pur nella differenza di opinioni».

Stefano Bandecchi

Dopo la presa di posizione di martedì, torna sul tema – caldissimo – il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi: «Pensavo di averne viste e vissute tante – afferma in una nota – ma le falsità diffuse in queste ore dalla Regione dell’Umbria hanno avuto la capacità di sorprendermi. Sono allibito nell’aver letto una marea di bugie che minano gli atti amministrativi adottati dalla stessa Regione. La conferenza dei servizi del 2022 si è conclusa con parere positivo con prescrizioni. Ripeto: positivo, sono pronto a gridarlo e a sostenerlo in ogni luogo. Negare questo vuol dire cambiare le carte in tavola. La stessa Regione si è successivamente espressa sullo stadio-clinica assegnando complessivamente 142 posti letto privati convenzionati alla provincia di Terni. Ancor prima la Regione ha condiviso, o comunque non si è mai opposta, all’interesse pubblico decretato nel 2020 a maggioranza assoluta dal consiglio comunale di Terni. Dato che la vittoria si annida nel silenzio – prosegue Bandecchi – non intendo assolutamente rivelare quali saranno le motivazioni giuridiche dell’opposizione del Comune di Terni all’improvvido ricorso della Regione. Né tantomeno il Comune intende scendere ai livelli comunicativi della Regione che ha chiamato la sua avvocatura addirittura a diffondere una inusuale nota con palesi contraddizioni rispetto alla veridicità degli atti e dell’iter amministrativo fin qui adottati. Posso dire – afferma il primo cittadino di Terni – che la nostra avvocatura comunale sta analizzando quanto depositato dalla Regione Umbria per far valere gli interessi del nostro ente e della nostra città. Dal punto di vista politico posso assicurare che mi batterò con tutte le energie affinchè i bisogni di Terni siano assicurati. Terni ha tutto il diritto di realizzare un nuovo stadio, sicuro, moderno ed efficiente. Terni ha tutto il diritto di avere posti letto convenzionati come già da anni avviene a Perugia. Terni ha diritto ad un investimento di oltre 60 milioni di euro, linfa vitale per l’economia della città. Il procedimento dell’iter autorizzatorio del progetto stadio-clinica è già stato gravato dai ritardi di questa amministrazione regionale e non può essere oggetto di ulteriori appesantimenti che rappresentano danni patrimoniali ed economici. Le falsità della Regione non mi spaventano – conclude Stefano Bandecchi -. Avanti tutta nella convinzione che le nostre ragioni prevarranno».

Francesco Maria Ferranti

Per il vice presidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, «l’impugnazione da parte della Regione della delibera del Comune di Terni con la quale si dava via libera alla realizzazione del progetto stadio-clinica è un atto surreale. Di solito infatti a tutelare i propri interessi privati ricorrendo al Tar sono, per l’appunto, i privati stessi che contestano le scelte amministrative. In questo caso – osserva Ferranti – a tutelare interessi privati su una progettazione dichiarata di interesse pubblico dal consiglio comunale di Terni nel 2021, è invece la Regione Umbria. Appare evidente che l’interesse della Regione a guida centrosinistra è impedire a Terni e all’Umbria del sud di essere dotati di una clinica privata convenzionata e di un nuovo e moderno stadio. Tutto ciò si associa a quanto emerso nel corso del recente consiglio comunale aperto alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti, dove è plasticamente emerso che per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni, gli ultimi dodici mesi sono trascorsi nell’assenza di ogni iniziativa utile e che quindi si riparte dal punto zero andando a cercare un’area dove farlo. È la dimostrazione – prosegue il vice presidente della Provincia di Terni – che l’attuale governo regionale non sta adeguatamente tutelando gli interessi di Terni, della provincia e dell’Umbria meridionale, né dal punto di vista della crescita, né da quello del diritto dei cittadini ad usufruire di una sanità efficiente. Ritengo che tutti i pubblici amministratori che abbiano interesse invece a tutelare il diritto alla salute dei cittadini, a garantire una sanità efficiente e a promuovere la crescita di un territorio – conclude Francesco Ferranti – siano chiamati a mettere in campo tutte le iniziative amministrative e politiche utili a far sì che questo modus operandi venga prontamente invertito».

Stefano Fatale

Forza Italia Terni, attraverso il segretario provinciale Stefano Fatale e quello comunale Antonio De Angelis, definisce «un grave errore» la decisione della Regione Umbria di proporre ricorso al Tar contro la determina dirigenziale di luglio del Comune di Terni sul progetto stadio-clinica. «Il progetto – spiegano Fatale e De Angelis -, indipendentemente da chi sia il soggetto proponente, costituisce una importante occasione di crescita e sviluppo per la città di Terni, che consentirebbe al territorio di avere una struttura sanitaria a supporto di quella pubblica, oltre che una nuova ed efficiente struttura sportiva. La realizzazione di opere di tale rilevanza comporterebbe inoltre un evidente beneficio per tutto il tessuto economico ternano. Tentare di ostacolarle mediante lo strumento giudiziario – affermano gli esponenti di Forza Italia – è l’ennesimo tentativo della giunta regionale, guidata da Stefania Proietti, di affossare qualunque progetto che riguardi Terni. Auspichiamo che la Regione Umbria torni sui suoi passi e decida di non coltivare il ricorso, dimostrando una volta tanto di avere a cuore gli interessi di Terni e del territorio ternano».

Roberto Pastura

Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Terni, Roberto Pastura: «Il progetto integrato dello stadio e della clinica privata, frutto di un lungo percorso amministrativo iniziato nel 2021, non può essere ridotto ad un terreno di scontri istituzionali tra Comune e Regione. La città attende da troppo tempo delle risposte e di capire se ci sono i presupposti per concretizzare quanto avviato per non disperdere un patrimonio di lavoro e di opportunità. Terni ha bisogno innanzi tutto di un nuovo Ospedale pubblico ma anche di un nuovo stadio che, dal progetto presentato, può essere realizzato insieme ad una clinica moderna. Tre tasselli che non si escludono a vicenda ma che possono convivere in un disegno di sviluppo coerente e sostenibile. Per questo ciascun attore faccia un supplemento di riflessione al fine di superare le posizioni di principio per fare chiarezza nel rispetto delle norme. La città non può assistere a un braccio di ferro politico tra sindaco e presidente di Regione. È necessario che Comune e Regione tornino a dialogare in modo costruttivo, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze. A tal fine, presenteremo come gruppo di Fdi in consiglio comunale un atto di indirizzo nel quale chiediamo al sindaco di promuovere un tavolo tecnico–istituzionale Comune–Regione, che consenta di chiarire definitivamente i profili amministrativi della clinica per rimettere in linea l’intera operazione stadio–clinica. Un atto di responsabilità e di equilibrio, per dare seguito al percorso fin qui portato avanti e che non ha bisogno né di demagogia né di scontri istituzionali ma di confronto e collaborazione affinché tutto possa procedere nel rispetto delle norme».

Michele Pennoni

Azione Terni, in una nota, spiega il proprio punto di vista: «Nel rispetto dell’attuale percorso istituzionale, che vede di fatto il ricorso della Regione Umbria attendere la pronuncia del Tar nel merito tecnico-autorizzativo, riteniamo che vadano rispettate l’autonomia e la competenza di tale organo dal quale ormai ci aspettiamo un giudizio definitivo sulla vicenda. Tuttavia, ci pare che si sia completamente perso il metodo e l’obiettivo. Quanto al metodo, come denunciamo da tempo, è fondamentale che tutti gli attori, politici, sociali e semplici cittadini, abbassino i toni del confronto. Prendiamo fermamente le distanze da qualsiasi minaccia, intimidazione o atto di violenza rivolto a rappresentanti delle istituzioni, il clima avvelenato ha colpito da ultimo un assessore regionale ma ormai non si tratta di casi isolati ma comuni a chiunque ricopra cariche e che esprimano un punto di vista non gradito ad alcuni. La dialettica politica, anche accesa, è legittima in democrazia; altro è la violenza, moralmente inaccettabile. In merito all’obiettivo, Azione Terni denuncia con forza l’inconcludenza di queste diatribe. Siamo un Paese e una regione diviso in fazioni che si combattono a vuoto, mentre i problemi restano irrisolti. Il tema centrale è la necessità di garantire servizi e prestazioni sanitarie adeguate ai cittadini e non può essere subalterno alle battaglie politiche. Quanto alle strutture private, deve valere un principio di equità: se a Perugia è consentita l’esistenza di strutture private convenzionate con il sistema sanitario regionale, la stessa opportunità, a parità di regole, condizioni e nel rispetto della normativa (qualità, trasparenza e accesso ai servizi), non può essere negata alla città di Terni. Le pari opportunità nell’offerta sanitaria non devono dipendere da logiche che penalizzino il nostro territorio. La parità di trattamento tra territori è un diritto, non un privilegio. Ma il vero punto – scrive Azione Terni – che rischia di perdersi nel rumore delle polemiche, è un altro: mentre le eventuali strutture private potrebbero scomparire dall’orizzonte, Terni ha bisogno di un nuovo ospedale, e ne ha bisogno ora. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi o guerre di posizione mentre i servizi sanitari si indeboliscono e i cittadini restano senza risposte. La realizzazione del nuovo ospedale di Terni deve essere la priorità, senza attendere che prima si completi l’iter Narni-Amelia. La salute dei cittadini ternani non può essere subordinata a logiche di calendario o di consenso. Per questo, Azione rilancia con la massima urgenza la costruzione del Nuovo Ospedale di Terni. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi che aggraverebbero la carenza di servizi. La realizzazione del Nuovo Ospedale di Terni deve essere considerata prioritaria, la rete sanitaria del comprensorio ha bisogno di risposte immediate. Azione Terni chiede quindi tempi certi, decisioni rapide e un piano di realizzazione concreto. Il percorso ideale resta quello del finanziamento pubblico, ma, in subordine e per evitare l’ennesimo nulla di fatto, va considerata anche la strada del partenariato pubblico-privato come avviene per progetti di analoga importanza. L’esempio di Piacenza lo dimostra: un investimento complessivo con oltre la metà delle risorse provenienti da collaborazione pubblico-privata e un cronoprogramma già avviato verso la fase operativa. Terni merita la stessa accelerazione: chiediamo tempi certi, investimenti definiti e modalità operative che non lascino spazio a rinvii interminabili. Terni merita la stessa concretezza e la stessa velocità. Le polemiche possono attendere, la salute dei cittadini no».

Francesca Arca e Federica Porfidi

Alleanza Verdi Sinistra dell’Umbria e di Terni si chiede in una nota: «Il conflitto di interessi del sindaco (pro tempore) di Terni, Stefano Bandecchi, è davvero risolto? Lui dice di sì. Nel solito video pieno di insulti e confusione, nel quale attacca la Regione per aver ripristinato la legalità, impugnando un atto palesemente illegittimo del Comune di Terni, afferma di aver ‘regalato’ il progetto stadio-clinica e quindi di non avere più interessi personali. Ma la domanda che ci viene naturale è: ha regalato anche il terreno su cui dovrebbe sorgere la clinica, ‘Ternanello’? A noi non risulta. Una semplice visura – prosegue AVS Umbria e Terni – consente di verificare che il terreno appartiene ancora a Ternana Women, il cui presidente è Stefano Bandecchi. Peraltro, a maggio la società ha modificato la sua denominazione, passando da ‘Ternana Women società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata’ e ‘Ternana Women Srl’, ha modificato il suo oggetto sociale, cancellando la dicitura ‘la società non ha scopo di lucro’ e ha introdotto la possibilità di ‘gestire servizi di riabilitazione fisica e motoria’, una delle attività previste come prevalenti nel progetto di clinica (22 posti letto). Attendiamo di essere smentiti, in caso contrario il sindaco spieghi e chieda scusa per aver (ancora una volta) detto una bugia alla città. Nel frattempo – osserva Alleanza Verdi Sinistra – va fatta chiarezza su un fatto molto importante che non sembra essere chiaro nel dibattito pubblico: chiunque oggi può aprire una clinica privata a Terni. Non esistono divieti, non esistono preclusioni. Esistono solo delle leggi e delle regole che devono essere rispettate. Quello che non si può fare è pretendere di avere, ancor prima dell’apertura, un convenzionamento con il servizio sanitario pubblico. Non si può, in altre parole, aprire un’attività di impresa senza assumersene il rischio, chiedendo che a pagare in anticipo sia lo Stato. Sarebbe come voler aprire un ristorante avendo però la garanzia che l’80% dei tavoli siano sempre prenotati e pagati. Sicuramente molto comodo, ma non funziona così. Bene ha fatto dunque la Regione Umbria – scrive ancora AVS – ad impugnare davanti al Tar un atto che l’avvocatura regionale ha definito ‘palesemente contrario alle norme di legge’. E non saranno certo gli insulti e le diffamazioni, alle quali il sindaco (pro tempore) di Terni ci ha abituati da tempo, a cambiare le cose. In conclusione, come Alleanza Verdi e Sinistra, vogliamo ribadire la nostra ferma convinzione: nessuna clinica privata risolverà i problemi della sanità ternana. Solo una sanità pubblica e universale, realmente efficiente, potenziata negli organici con medici, infermieri e operatori, dotata di strutture e tecnologie adeguate, può garantire pienamente il diritto alla salute di tutte le cittadine e i cittadini. Questo è il nostro orizzonte di impegno politico».

Andrea Di Fino, Marco Ravasio, Nilo Arcudi (Umbria Civica)

Per Nilo Arcudi, Andrea Di Fino e Marco Ravasio (Umbria Civica), «Terni continua a essere al centro di contraddizioni e ritardi che ne frenano lo sviluppo. Dalle infrastrutture alla sanità, dalle politiche industriali alla rigenerazione urbana, la seconda città dell’Umbria viene troppo spesso trattata come terreno di scontro politico invece che come realtà da sostenere e valorizzare come merita. È un atteggiamento che penalizza cittadini, imprese e l’intera comunità. Occorre una volta per tutte una visione unitaria per lo sviluppo di Terni, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e mondo economico in un percorso di crescita e di coerenza con le reali esigenze del territorio». In merito al ricorso al Tar della Regione per il progetto clinica-stadio, «questo approccio di contenzioso, di scontro e privo di un reale confronto, rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo per Terni. Non è con i ricorsi o con le carte bollate che si risolvono le questioni complesse, ma con chiarezza, trasparenza e responsabilità istituzionale. Se ci sono aspetti da chiarire lo si faccia apertamente, senza bloccare ogni prospettiva di sviluppo. Terni – proseguono Arcudi, Di Fino e Ravasio – ha bisogno di certezze, di investimenti e di un piano strategico che la riporti al centro delle politiche regionali, non di conflitti tra enti pubblici che generano solo sfiducia e immobilismo. Regione e Comune dovrebbero sedersi allo stesso tavolo, superare le contrapposizioni e lavorare insieme per soluzioni condivise, nel rispetto delle regole ma anche nell’interesse dei cittadini. Da tempo chiediamo che Terni venga trattata come una priorità regionale: una città con grandi potenzialità che merita politiche di sviluppo, infrastrutture adeguate, sanità efficiente a partire dal nuovo ospedale e una chiara prospettiva per il futuro. Serve una nuova stagione di virtuosa collaborazione e non di scontro. Umbria Civica – concludono – non solo continuerà a battersi perché l’Umbria cresca in modo equilibrato e Terni abbia una volta per tutte il ruolo che le spetta, ma assumerà tutte le iniziative possibili perché ciò avvenga in concreto».


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