di Gianni Giardinieri
Dunque è ufficiale, anche se la notizia era certa da giorni: la Ternana Calcio 1925 chiude i battenti, saluta cento anni tondi tondi di storia e lo fa lasciando le macerie, dalle quali potrebbero nascere due nuove entità del calcio giocato in città: la ‘Ternana Man’ (in serie D) espressione della fusione tra Orvietana e Tip Power Futsal Terni, ed un’altra squadra che potrebbe ripartire dal campionato di Eccellenza, sotto la guida di eventuali imprenditori del territorio, magari assistiti e supportati dal neo comitato ‘La Ternana siamo noi’ che venerdì pomeriggio al PalaSì si presenta alla stampa e a tutti i tifosi.
I tanti creditori della Ternana Calcio rimarranno con ogni probabilità all’asciutto, con pochissime possibilità di riscuotere anche una minima parte delle spettanze vantate. Stesso discorso, purtroppo, per i dipendenti, i collaboratori e tutti coloro che in questi anni si sono visti rispondere ‘picche’ al momento di incassare quanto maturato.
Tre gestioni (una l’anno) che hanno gonfiato a dismisura la massa debitoria, con l’ultima che non ci ha pensato molto a liberarsi del ‘problema’, arrivando addirittura alla proposta – il 13 aprile scorso – della liquidazione volontaria, poi scongiurato dalla strada della liquidazione giudiziale ottenuta tramite un cavillo legale. La liquidazione volontaria avrebbe stoppato subito l’attività sportiva, senza neanche offrire il tempo (seppure ormai senza risultati) di trovare un possibile acquirente nelle due aste giudiziarie di questi giorni.
Prima di Pharmaguida, Rabona Mobile e FLACLA della famiglia Rizzo, una gestione targata Unicusano dai costi sproporzionati per un club di serie C (ma anche per la B), con ricavi non in grado di generare un pareggio di bilancio, sempre ottenuto attraverso ingenti ricapitalizzazioni della proprietà. I calciatori, della prima squadra e del settore giovanile, non appena la curatela fallimentare deciderà di esaurire l’esercizio provvisorio (con tanto di ‘bollinatura’ del giudice Claudia Tordo Caprioli), saranno svincolati, potendo così accasarsi, a piacimento, in un qualsiasi altro club calcistico. Con una dispersione notevole in ordine al poco attivo sulla carta ancora presente nei due tentativi di asta.
Ora bisognerà capire, e seguire, cosa accadrà nelle prossime settimane. Il ‘piano’ di Stefano Bandecchi è molto avanti e ormai definito. Quello di una potenziale seconda squadra iscritta al campionato di Eccellenza, ancora in fase embrionale. In giornata da segnalare anche il lungo comunicato stampa di Roberto Biagioli, a questo punto ormai ex presidente dell’Orvietana, che rivendica la scelta fatta nel cedere la squadra della Rupe, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe.
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