di S.F.
Il dissesto ed il risanamento del Comune di Terni. Non poteva che esserci ampio spazio sull’argomento nel Documento unico di programmazione 2022-2024: palazzo Spada nell’atto mette nero su bianco la cifra – quantomeno dal punto di vista contabile – utile per la chiusura a quasi cinque anni dalla delibera firmata dall’allora commissario straordinario Antonino Cufalo.
SI INIZIA A PARLARE DI PIANO DI ESTINZIONE

Il Comune e «l’ultimo miglio»
L’ultimo miglio del risanamento’. Questo il nome dato allo specifico paragrafo all’interno del macro argomento bilancio del Comune: «Il lavoro di riprogrammazione e riassestamento – si legge nel Dup – svolto lo scorso anno pone oggi l’amministrazione nella condizione di poter individuare gli obiettivi del risanamento definitivo del Comune». Sì, ma serve trovare un bel po’ di impulso finanziario: «Per chiudere il dissesto, almeno dal punto di vista contabile, è necessario reperire nel 2022 ulteriori risorse, 15 milioni di euro». Non proprio spiccioli.
IL DISSESTO ED I MILIONI DI DEBITO

La riscossione, dismissione asset e contenziosi
In tutto ciò l’obiettivo – viene messo in evidenza – è percorrere «questo ultimo miglio facendo affidamento sull’attività di riscossione di quanto in capo al dissesto o in subordine sull’attività di dismissione di patrimonio non strategico, anche in un’ottica di una sua riqualificazione. La differenza necessaria a ripianare i debiti non può essere, infatti, reperita con un ulteriore indebitamento, considerato che l’Ente si è già indebitato per oltre 20 milioni per pagare il passivo del dissesto ed è stato impegnato tutto l‟incassato dell’attività di dismissione straordinaria degli asset non più strategici». Che si fa dunque? «Accelerare sul lato entrata chiudendo i grandi contenziosi aperti, anche di carattere tributario, tra i quali sussistono partite che valgono qualche milione di euro, e spingere sul lato entrata patrimoniale con la dismissione degli asset che non sono funzionali». Tirato in ballo anche un altro concetto: «Un grande apporto alla procedura di chiusura del dissesto è stato fornito da alcune operazioni straordinarie che hanno ripristinato anche una sorta di pace sociale rispetto a questioni che rappresentavano vere spine nel fianco». Si parla in particolar modo della vicenda legata all’ex mercato coperto (5,7 milioni di euro).






